Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/289

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Zelinda. Oh veramente capisco ora che faccio una cosa che non posso fare senza licenza di mio marito. (ironico)

Lindoro. Ma che idea è questa ? A qual fine ? Perchè ?

Zelinda. Per me non me ne ho più da servire.

Lindoro. Avete risoluto d’ allontanarvi ?

Zelinda. Oh sì, costantemente.

Lindoro. D’ abbandonarmi?

Zelinda. Risolutissima.

Lindoro. Sicuro ?

Zelinda. Assolutissimamente.

Lindoro. Aspettate. [risoluto iti allo di parlirc

Zelinda. Pretendereste voi d’ impedirmi ?...

Lindoro. No, ma aspettate. (paleticamenle e parie)

SCENA XX.

Zelinda e por Lindoro.

Zelinda. Che mai ha egli intenzione di voler fare ? Oh cieli ! non vorrei che per causa mia... Ma se non mi ama, non v’è dubbio che si disperi. ($sguila a mellers qualche cosa in baule)

Lindoro. (/n rodengollo, cappello e bastone) Volete dunque partire?

Zelinda. E voi, che avete intenzione di fare? (agitata)

Lindoro. Voi da una parte, io dall’altra. Voi lontana, io non so dove. Voi rinunziate 1 eredità, io abbandono ogni bene. Perduta voi, ho perduto tutto. ^ Non mi curo di vivere, molto meno mi curo della fortuna. E deciso per voi, è deciso per me. Non ho coraggio di vedervi partire. Vi precedo, vi lascio, vado a penare, vado a morire. Addio, Zelinda. Addio. (in atto di partire)

Zelinda. (Corre a fermarlo per un braccio, poi gli dice pateticamente,) guardandolo bene in faccia) Fermatevi.

Lindoro. Perchè avete animo d’ abbandonarmi ? (guardandola teneramente)

Zelinda. (Lo guarda teneramente, e sospira senza parlare.)

Lindoro. Ditemi, o cara, ditemi almeno il perchè. (dolcemente)