Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/225

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parte prima - capitolo xxxiv 219

rinomanza di «celebre», o di unirsi al suo nimico Goldoni, resisteva taciturno alle ferite.

Avvenne in que’ tempi che da uno sconosciuto scrittore in un foglio periodico fu posto in derisione con cinque dubbi, che non erano cinque dubbi ma cinque critiche evidenze, un prologo teatrale dell’abate Chiari, ch’egli aveva fatto recitare nel teatro in S. Giovanni Grisostomo in Venezia, indi fatto da lui pubblicare a stampa come cosa sublime.

La derisione del prologo con que’ cinque dubbi, che lo qualificavano una strana poetica bestialitá, fu a me falsamente attribuita. Ella non aveva nulla d’irragionevole e, se fosse stata cosa mia, non averei avuto riguardo alcuno a pubblicarla per mia. Ebbi un altro nimico poeta a fronte, d’un’audacia e d’una brutalitá celeberrima.

Sei sonettazzi vigliacchi, lordi, satirici, che incominciarono a circolare manoscritti contro a me e contro la predetta accademia granellesca, furono i suoi dardi.

Allora fu che si destò un boschetto di penne in mio favore e a difesa dell’accademia. I cinque dubbi sul prologo divennero venti o trenta dubbi solidi e dileggiatori nel foglio periodico, e tali che fecero procelloso e frenetico l’abate.

Egli si abbassò a baciare il Goldoni, e il Goldoni si abbassò ad accettare i suoi baci. Fu fatta tra essi la pace e un’alleanza offensiva e difensiva contro a me e all’accademia nostra.

L’accademia s’accrebbe di numero, si ristrinse e nacque un faceto fatto d’arme d’inchiostro, da cui si poteva sperare il risorgimento della colta eloquenza poetica e della purgatezza della litterale favella italiana.

La bottega di Paolo Colombani, libraio in Venezia, era il centro de’ ragguagli di quella guerra, ed era molto frequentata da’ granelleschi, i quali si proposero di dar dell’utile al Colombani e di ridere.

Il Cognito, il Fecondo, il Velluto, il Rinserrato, il Destro, il Mancino, io Solitario e tanti altri nostri accademici, fecero uscire da quella bottega de’ fogli poetici burloni mensuali latini e toscani, fulminanti i cattivi poeti e i cattivi scrittori, e nel giorno