Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/390

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384 memorie inutili


— Come? — rispose la Ricci — io non sarò piú dunque la sua comare? — Scordatevi questo titolo — diss’io. — Una buona comare non pretende che il compare deva far la figura del scimunito o del mezzano per aderire alle imprudenze d’una comare. Non vi inquietate. Non vi sarò mai nimico. L’animo mio non conosce desidèri di vendette, e arrossirei se ne sentissi in questo puerile argomento; ciò vi basti. Dovrei allontanarmi affatto da tutta la vostra compagnia comica, che da venti e piú anni ho protetta e soccorsa. Sbandirei cosí tutte le molestie e le ciarle da me. Non fo questo passo, e seguirò ad assisterla. Siatemi grata. Se facessi questa novitá, i vostri compagni incolperebbero voi d’aver perduto in me il grand’atleta del loro interesse, e avereste de’ gran flagelli.

— Oh, che mai mi potrá succedere? — esclamò la Ricci con un’aria pomposa e di petulanza. — Nulla — diss’io ridendo, — salvo ciò che cercate che vi succeda.

Terminata l’opera, la condussi alla sua abitazione, e nel lasciarla sul limitare dell’uscio, le replicai che pensasse a’ casi suoi, essendo quella l’ultima volta diede ero stato compagno.

— Ella non verrá dunque piú a visitarmi nella mia casa? — disse la Ricci.

— Non averete certamente piú questo disturbo — rispos’io.

— Oh! Ella ci verrá, ci verrá — diss’ella con un atto di baldanzosa sicurezza.

Non potei trattenere le risa a quella donnesca presunzione.

— Ah! voi continuate a volermi tenere per uno spasimato incapace d’allontanarmi da’ vostri vezzi? — diss’io. — Se verrò a visitarvi, mi vederete. — Verrò ben io da lei — rispos’ella. — Spero che non vorrete prendervi un tale incomodo — diss’io volgendole le spalle e partendo.

Qui ebbe termine, dopo cinqu’anni d’ingenua amicizia dal canto mio per quella femmina, la pratica mia con lei; ed ecco il frutto dell’ultimo passo ch’io feci per rimetterla a buon cammino e per rinverdire la di lei buona fama; passo da me confessato falso passo. Sperai per lo meno d’essermi guadagnato la mia quiete riguardo a lei, e m’ingannai di gran lunga. Una