Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/216

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
210 memorie inutili


Quel buon uomo, forse giudicando ch’io negassi d’essere il Paruta per non volere ringraziamenti, m’accompagnò un buon tratto di strada con una tempesta di benedizioni e di promesse di voler pregare Iddio, sino che avesse vita, per la mia felicitá e per quella di tutta la mia famiglia Paruta.

Chiesi a chi conosceva quel patrizio Paruta se mi assomigliasse. Mi si disse ch’egli era un signore scarno, alto, sottilissimo di taglia e di gambe, col viso spunto e che non aveva con me la menoma somiglianza.

Non v’è chi non conosca o non abbia conosciuto Michele dall’Agata noto impresario dell’Opera, né chi non sappia ch’egli era un palmo piú basso di me, due palmi piú grosso e differentissimo da me ne’ vestiti e nella fisonomia.

Ho dovuto soffrire per un lungo corso d’anni, e sino ch’egli visse, la seccaggine d’esser fermato per la via per Michele quasi ogni giorno da canterini, da canterine, da ballerini, da ballerine, da mastri di cappella, da sartori, da pittori, da dispensieri di lettere; e di ascoltar lunghe doglianze, lunghi ringraziamenti, ricerche d’alloggi, richieste e preghiere di danari in anticipazione, querimonie sulle scarse decorazioni e sulla povertá de’ vestiari; e co’ dispensieri di lettere di dover rifiutare replicatamente lettere e fardelli diretti a Michele dall’Agata, gridando, protestando e giurando ch’io non era Michele; le quali persone tutte, partendo a stento, si volgevano a me tratto tratto guardandomi fiso smemorati e dimostrando di credere ch’io fossi un Michele che non volesse esser Michele.

Giunto a Padova una state, seppi essere a letto da un parto la signora Maria Canziani, valente e saggia danzatrice mia ottima amica. Volli farle una visita, e chiedendo a una donna nel di lei alloggio se potessi entrare nella sua stanza, ella entrò ad annunziarmi con queste parole: — Signora, è qui fuori il signor Michele dall’Agata che brama di riverirla. — Nel mio entrare ho avuto timore che la povera Canziani scoppi dal ridere sul franco sbaglio di quella femmina.

Uscito da quella visita m’incontrai sul ponte San Lorenzo nel celebre professore d’astronomia Toaldo. Egli conosceva me