Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/50

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44 memorie inutili

carnovale medesimo il mio povero dramma, divenuto bersaglio di tutte le lingue ad onta della mia tacita, ben ordinata e fissata sospensione col capocomico.

Tuttavia nauseato da’ cicalecci che bollivano, volli tentare un uffizio verso la dama, alle mani e gli occhi di cui era passata la mia composizione colle malnate informazioni e malnate raccomandazioni del Sacchi.

Benché io avessi avuto l’onore di conoscere quella dama da molto tempo, il vivere a me medesimo ch’è mio costume, la alienazione ch’io ho del farmi schiavo delle etichette, delle coltivazioni, soggezioni, del cercar protezioni e fortune, pago essendo delle mie limitate sostanze, mi resero sempre negligente nel far quelle visite che l’umanitá s’è compiaciuta di intitolare «convenienze doverose», ma che per lo piú non sono che adulazioni d’un artifizio da me abborrito; ed è per queste sole ragioni ch’io non visitava da qualche mese la dama accennata. La incontrava talora per la via. Faceva il mio dovere con un inchino. Ella retribuiva gentilmente, salutandomi col titolo d’«orso», ed io era contentissimo di quel titolo che giustificava la mia tana solitaria.

Giudicai miglior mezzo di me appresso la dama mio fratello Gasparo, quotidiano visitatore di lei e ch’ella appellava col tenero nome di «padre». Lo trovai, ed ecco il discorso ch’io gli feci.

— Caro fratello, vi prego cordialmente d’un favore. Il Sacchi ha dato alla tal dama ch’è assai benigna verso di voi il mio dramma: Le droghe d’amore, con alcune di lui informazioni inopportune e pericolose, acceso dalla sola immagine del di lui interesse. Io v’ho letto quel dramma, l’avete letto anche voi per proccurare d’accorciarlo, l’ho letto a piú di trenta persone, l’ha letto e licenziato per il teatro la magistratura sopra la bestemmia: nessuno doveva o poteva prevedere che de’ cattivi uffizi e de’ contrattempi Io facessero divenire una satira sul signor Pietro Antonio Gratarol. Si è disseminato ciò e ciò. Il cicaleccio è universale e si va apparecchiando un’illusione inevitabile che mi ributta. Vi prego caldamente con tutto il cuore di esporre a