Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/54

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48 memorie inutili


— Ma — diss’io — le protesto che non ho posti i sentimenti di que’ versi se non che con una mira alle massime rese presso che generali nelle famiglie, e che si meritano secondo la sana morale per lo meno una critica derisoria. Ella averá veduto che gli ho posti con una chiara ironia e in aspetto di derisione per renderli possibilmente spregevoli a’ spettatori e per aprir loro gli occhi.

— È vero — rispose il signor Agazi; — ma noi guardiamo le opere teatrali con la cognizione che abbiamo della nostra popolazione. Ella ascolta materialmente; non ha la finezza di distinguere un’ironia critica da una massima predicata; le parole presso a quella valgono per ciò che suonano, e apprende da quelle ciò che per avventura non ideava prima di udirle. Ci sono certi signori che vorrebbero comandare fuori dalla loro giurisdizione. Le replico che il magistrato non falla e le replico gli ordini. — Detto ciò, il signor Agazi salutandomi se ne andò a’ fatti suoi.

Mi costrinsi a obbedire vedendo troncata ogni via al mio vivo desiderio d’impedire la esposizione del dramma, massime dopo l’ordine del considerabile ministro signor Agazi.

Mosso dal mio rammarico non potei trattenermi di narrare al patrizio Paolo Baldi, al signor Raffaele Todeschini e ad altri amici a’ quali m’incontrai, l’avvenutomi col signor Agazi, con estrema amarezza dell’animo mio, prevedendo la verificazione di quanto aveva pronosticato. Oltre alla testimonianza del signor Agazi, i testimoni ch’io nomino apertamente non patiscono eccezione.