Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/53

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parte seconda - capitolo xxx 47

di non opporsi e anzi di sollecitarne la rappresentazione. Il magistrato non falla.

Disarmato io d’ogni facoltá da quell’ordine, non lasciai però di lagnarmi dolcemente con quel signore de’ passi fatti dal Gratarol, del sospetto ingiurioso che aveva nodrito contro di me e del non essere egli venuto da me come un amico nel principio de’ dubbi suoi, risvegliati in lui da una comica e da lui alimentati con una persuasione vergognosa. Protestai ch’io gli averei dato liberamente il mio manoscritto da leggere e da mutilare in tutto ciò che piacesse a lui. Dichiarai i miei dispiaceri, e spezialmente quello che il Gratarol fosse disceso a credermi un suo nimico per delle puerilitá indegne di lui e di me.

Le proteste d’animo sincero ch’io feci al signor Agazi non solo, ma che aveva fatte a tutti gli amici miei liberamente in quella congiuntura, cagionarono poscia a me e all’onesto signor Carlo Maffei, amico del Gratarol e amico mio, de’ contrattempi spiacevoli, sopraffattori e proditorii, come si vedrá con chiarezza nel progresso di queste mie ingenue narrazioni.

Il signor Agazi mi rispose che non era da stupirsi delle stravaganze del cervello del Gratarol rovesciato dalle idee ch’egli aveva acquistate, le quali non erano nazionali; ch’io non doveva prendere de’ pensieri superflui ed inutili; che era ben vero che un revisore d’opere teatrali non poteva essere informato di tutti gli aneddoti particolari e privati in un esame; ma che la commedia in questione era stata replicatamente esaminata in tutte le viste, anche con le sparse prevenzioni, e che nulla conteneva da poter essere giudicato precisamente allusivo al Gratarol. — Ella averá veduti — segui il signor Agazi — dieci o dodici versi da me segnati nella duodecima scena dell’ultimo atto della sua commedia sino dalla prima revisione, perché i comici non ardiscano di esprimerli nel teatro. Que’ dieci o dodici versi contengono in vero delle dottrine dannose predicate nelle societá dal Gratarol e da’ molti suoi simili a’ nostri giorni. Da ciò Ella intenda che ho esaminata l’opera con rigore e che il magistrato non falla.