Pagina:Grammatica filosofica della lingua italiana.djvu/251

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aa4 si può dire, come vedremo: lontano a, lontano di^ e tonta- no da^ il che debbe confondere chi non sa perchè questo si possa fare. Ci ristringeremo dunque in questo capitolo, in luogo di fissar regole, a definir^ la natura e Tufficio delle preposizioni , e ad analizsare le idee che per mezzo di quel- le 8Ì esprimoso» Questa parola preposizione , dal latino pragpqsitio^ si- gnifica posizione acanti i ed à così detta, perciò che gene«  ralmente sta davanti a un oggetto al quale s* appoggia. Vi sono due specie di preposizionii le quali' vogliono «sser di-^ stinte; della prióia sono ili^ a, db, per^ con^ in^ <ra; della seconda lontano^ vicino^ dietro^ à^miti^ ecc.' Queste sono veramente parole esprimenti posizioni; quindi lenomixiere- mo preposizioni composte; quelle non sono altro che seOGH» plici segni di movimento, di posizione, e non possono espri«  mere per;se medesime slcnn luogo ; perciò le chiameremo preposizioni semplici. DSLLB PRSPÓSIZIONI SEMPLlCr Dipo che le preposizioni semplici sono segni ésprinnen^ ti ì iit] versi, movimenti, o posizioni, che si possono far pren- dere a <uo-cotpb; e ad un* ora sono ségni dimostrativi della persona o d^lla cosa , nella quale detto moviinéùlo o posi-* 2ione s' appoggia ; per esempio, la preposizione di aceen* na posizione o stato di provenienza, la preposizione a esprit hie moto di tendenza, da dinota moto di allontanaihento,/7er adiÈenna moto di passaggio, la preposizione ìtz dimostra mo- to stato in luogo circonscritto senza .puntò in quello de- terminato, con esprime movimento o posizione di due oér- (9Ì insième* Questo è dunque il primo ufiicio che in origine tu assegnato alle preposizioni semplici { vedremo poi nella