Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/232

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1929-1933: miscellanea i 225

§ ⟨70⟩. La Rivoluzione francese e il Risorgimento. Un motivo che ricorre spesso nella letteratura italiana, storica e non storica, è questo espresso da Decio Cortesi in un articolo, Roma centotrent'anni fa («Nuova Antologia», 16 luglio 1928): «È da deplorare che nella pacifica Italia, che s'incamminava verso un miglioramento graduale e senza scotimenti (!!?), le teorie giacobine, figlie di un idealismo pedantesco, che nei nostri cervelli non ha mai allignato, dessero occasione a tante scene di violenze; ed è da deplorare tanto più perché se queste violenze, nella Francia ancora oppressa dagli ultimi avanzi del feudalismo e da un dispotismo regale, potevano, fino ad un certo punto, essere giustificate, in Italia, dai costumi semplici e schiettamente democratici in pratica (!!?), non avevano uguale (ragione) d'essere. I reggitori d'Italia potevano essere chiamati ❘94 «tiranni» nei sonetti dei letterati, ma chi senza passione prende a considerare il benessere del quale godé il nostro paese nello splendido secolo XVIII non potrà non pensare con qualche rimpianto a tutto quell'insieme di sentimenti e di tradizioni che l'invasione straniera colpi a morte»*.

L'osservazione potrebbe essere vera se la restaurazione stessa avvenuta dopo il 15 non dimostrasse che anche in Italia la situazione del secolo XVIII era tutt'altro da quella ritenuta. L'errore è di considerare la superficie e non le condizioni reali delle grandi masse popolari. In ogni modo è giusto che senza l'invasione straniera i «patriotti» non avrebbero acquistato quell'importanza e non avrebbero subito quel relativamente rapido processo di sviluppo che poi ebbero. L'elemento rivoluzionario era scarso e passivo.

§ ⟨71⟩ Sui bilanci dello Stato. Vedere i discorsi in Senato dell'on. Federico Ricci, ex Sindaco di Genova. Questi discorsi sono da leggere prima di ogni lavoro sulla storia di questi anni.

Nel discorso del 16 dicembre 1929 sul rendiconto dell'esercizio finanziario 1927-28 il Ricci osservò:

1) A proposito della Cassa d’ammortamento del debito estero istituito con decreto-legge 3 marzo 1926 dopo gli ac-