Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/292

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1930: (miscellanea) 285 cioè particolarmente. Ma uno spirito è particolare in quan¬ to nazionale? La nazionalità è una particolarità primaria; ma il grande scrittore si particolarizza ancora tra i suoi con¬ nazionali e questa seconda «particolarità» non è il prolun¬ gamento della prima. Renan, in quanto Renan non è affatto una conseguenza necessaria dello spirito francese; egli è, per rapporto a questo spirito, un evento originale, arbitra¬ rio, imprevedibile (come dice Bergson). E tuttavia Renan resta francese, come l’uomo, pur essendo uomo, rimane un mammifero; ma il suo valore, come per l’uomo, è appunto nella sua differenza dal gruppo donde è nato. Ciò appunto non vogliono i nazionalisti, per i quali il va- 2 lore dei maestria consiste nella loro somiglianza con lo spi¬ rito del loro gruppo, nella loro fedeltà, nella loro puntua¬ lità ad esprimere questo spirito (che d’altronde viene defi¬ nito come lo spirito dei maestria, per cui si finisce sempre con l’aver ragione). Perché tanti scrittori moderni ci tengono tanto all’« ani¬ ma nazionale» che dicono di rappresentare? È utile, per chi non ha personalità, decretare che l’essenziale è di essere na¬ zionali. Max Nordau scrive di un tale che esclamò: «Dite che io non sono niente. Ebbene: sono pur qualche cosa: so¬ no un contemporaneo! ». Così molti dicono di essere scrit¬ tori francesissimi ecc. (in questo modo si costituisce una ge¬ rarchia e una organizzazione di fatto e questo è l’essenziale di tutta la quistione: il Benda, come il Croce, esamina la quistione degli intellettuali astraendo dalla situazione di classe degli intellettuali stessi e dalla loro funzione, che si è venuta precisando con l’enorme diffusione del libro e del¬ la stampa periodica)3. Ma se questa posizione è spiegabile per i mediocri, come spiegarla nelle grandi personalità? (forse la spiegazione è coordinata: le grandi personalità di¬ rigono Ì mediocri e ne partecipano necessariamente certi pregiudizi pratici che non sono di danno alle loro opere). Wagner (cfr YEcce homo di Nietzsche) sapeva ciò che face¬ va affermando che la sua arte era l’espressione del genio te- % % “Nel ms sopra «maestri» la variante interlineare: «grandi intellet¬ tuali». 12 286 QUADERNO 3