Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/313

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306 QUADERNO 3 (xx) zione delPAzione Cattolica in Italia. Alla fine del settem- 14 bis bre 1904, dopo lo sciopero | generale, il Suardi fu chiamato telegraficamente a Milano da Tommaso Tittoni, ministro degli Esteri nel Ministero Giolitti (il Tittoni si trovava nel¬ la sua villa di Desio al momento dello sciopero e pareva che egli, dato il pericolo che Milano fosse per essere isolata dal¬ la mancanza di comunicazioni, dovesse assumere speciali e personali responsabilità; questo accenno del Suardi mi pare significhi che i reazionari locali avessero già pensato a qual¬ che iniziativa d’accordo con Tittoni). Il Tittoni gli comuni¬ cò che il Consiglio dei Ministri aveva deciso di indire subito le elezioni e che bisognava unire tutte le forze liberali e conservatrici nello sforzo per contrastare il passo ai partiti estremi. Il Suardi, esponente liberale di Bergamo, era riu¬ scito in questa città ad accordarsi coi cattolici per le ammi¬ nistrazioni locali: bisognerebbe ottenere lo stesso risultato per le elezioni politiche, persuadendo i cattolici che il non . expedit nulla serve al loro partito, nuoce alla religione ed è di grave danno alla patria, asciando libero il passo al socia¬ lismo. Il Suardi accettò l’incarico. A Bergamo ne parlò con l’avvocato Paolo Bonomi e riuscì a convincerlo di andare a Roma, presentarsi al Papa e aggiungere alle insistenze del Bonomelli e di altri autorevoli personaggi perché fosse tolto il non expedit anche quelle dei cattolici bergamaschi. Pio X prima rifiutò di togliere il non expedit> ma terrorizzato dal Bonomi che gli fece un quadro catastrofico delle conseguen¬ ze che avrebbe avuto a Bergamo la rottura tra cattolici e gruppo Suardi «con lenta e grave parola, esclamò: “Fa¬ te, fate quello che vi detta la vostra coscienza”. (Bonomi): "Abbiamo ben compreso, Santità? Possiamo interpretare che è un sii ” (Papa): “Fate quello che vi detta la vostra co¬ scienza. Ripeto” ». (Subito dopo) il Suardi ebbe un colloquio col cardinale Agliardi (di tendenze liberali) che lo mise al corrente di quanto era avvenuto in Vaticano dopo l’udienza data dal Papa al Bonomi. (L’Agliardi (era) d’accordo col Bonomelli perché fosse tolto il non expedit). Il giorno dopo questa udienza un giornale ufficioso del Vaticano aveva | 15 pubblicato un articolo che smentiva le voci diffuse intorno all’udienza e a novità circa il non expedit decisamente affer-