Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/316

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1930: (miscellanea) 309 l’« Archivio Triennale » e il « Politecnico ». Il « Politecnico » è un tipo di rivista da studiare accuratamente (accanto ad esso la rivista « Scien- tia» del Rignano). # Su Antonio Labriola: riassunto obbiettivo sistematico delle sue pubblicazioni sul materialismo storico per sostituire i volumi esauriti e che la famiglia non ristampa; questo lavoro sarebbe l’inizio dell’at¬ tività per rimettere in circolazione le posizioni filosofiche del Labriola che sono poco conosciute all’infuori di una cerchia ristretta. Leone Davidovi nelle sue memorie parla di un «dilettantismo» del Labriola *: è stupefacente! Non si capisce questo giudizio, che non è giustificato altro che come un riflesso «incosciente» di una tradizione della socialdemocrazia russa e specialmente delle opinioni di Plekha- nov. In realtà il Labriola, affermando che la filosofia del marxismo è contenuta nel marxismo stesso, è il solo che abbia cercato di dare una base scientifica al materialismo storico. La tendenza dominante ha da¬ to luogo a due correnti: 1) a quella, rappresentata dal Plekhanov (cfr I problemi fondamentali del marxismo)2 che ricade nel materia¬ lismo volgare, dopo essersi sforzata di risolvere il problema delle ori¬ gini del pensiero del Marx senza aver saputo impostare il problema; 10 studio della cultura filosofica di Marx (o delle «fonti» della sua fi¬ losofia) è certamente necessario, ma come premessa | allo studio, ben 16 bis più importante, della sua propria filosofia, che non si esaurisce nelle «fonti» o nella «cultura» personale. Questo lavoro mostra il metodo positivistico classico seguito dal Plekhanov e la sua scarsa capacità speculativa; 2) questa tendenza ha creàto la sua opposta, di collegare 11 marxismo col kantismo e ha quindi in ultima analisi portato alla conclusione opportunistica espressa da Otto Bauer nel suo recente volumetto Socialismo e Religione che il marxismo può essere «soste¬ nuto» o «integrato» da una qualsiasi filosofia, quindi anche dalla co¬ sidetta «filosofia perenne della religione»3. Pongo questa come se¬ conda tendenza, perché essa, col suo agnosticismo, abbraccia tutte le minori tendenze non «materialistiche volgari», fino a quella freudia¬ na del De Man. Perché il Labriola non ha avuto fortuna nella pubbli- cistica socialdemocratica? Si può dire a proposito della filosofia del marxismo ciò che la Luxemburg dice a proposito dell’economia4: nel periodo romantico della lotta, dello Sturm und Drang popolare, si appunta tutto l’interesse sulle armi più immediate, sui problemi di tattica politica. Ma dal momento che esiste un nuovo tipo di Stato, nasce [concretamente] il problema di una nuova civiltà e quindi la ne¬ cessità di elaborare le concezioni più generali, le armi più raffinate e decisive. Ecco che Labriola deve essere rimesso in circolazione e la sua impostazione del problema filosofico deve essere fatta predomi¬ nare. Questa è una lotta per la cultura superiore, la parte positiva della lotta per la cultura che si manifesta in forma negativa e polemi¬ ca con gli a- privativi e gli anti- (anticlericalismo, ateismo ecc.). Que¬ sta è la forma moderna del laicismo tradizionale che è alla base del nuovo tipo di Stato. La trattazione analitica e sistematica della concezione del Labriola 13