Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/380

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1930: (miscellanea) 373 rivendicazioni proprie; 3) nascita di partiti nuovi della classe domi¬ nante per mantenere il controllo delle classi subalterne; 4) formazioni proprie delle classi subalterne di carattere ristretto e parziale; 5) “ for¬ mazioni politiche che affermano l’autonomia di esse ma nel quadro vecchio; 6)b formazioni politiche che affermano l’autonomia integra¬ le, ecc. La lista di queste fasi può essere ancora precisata con fasi in- terme|die o con combinazioni di più fasi. Lo storico nota la linea di 54 bis sviluppo verso l’autonomia integrale, dalle fasi più primitive. Perciò, anche la storia di un Partito di queste classi è molto complessa, in quanto deve includere tutte le ripercussioni della sua attività per tut¬ ta l’area delle classi subalterne nel loro complesso: tra queste una eserciterà già una egemonia, e ciò occorre fissare studiando gli svi¬ luppi anche di tutti gli altri partiti in quanto includono elementi di questa classe egemone o delle altre classi subalterne che subiscono questa egemonia. Un canone di ricerca storica si potrebbe costruire studiando la storia della borghesia in questo modo (queste osserva¬ zioni si collegano alle note sul Risorgimento): la borghesia ha preso il potere lottando contro determinate forze sociali aiutata da determi¬ nate altre forze; per unificarsi nello Stato doveva eliminare le une e avere il consenso attivo o passivo delle altre. Lo studio del suo svi¬ luppo di classe subalterna deve dunque ricercare le fasi attraverso cui ha conquistato un’autonomia in confronto dei nemici futuri da abbat¬ tere e ha conquistato l’adesione di quelle forze che l’hanno aiutata at¬ tivamente o passivamente in quanto senza questa adesione non avreb¬ be potuto unificarsi nello S^ato. Il grado di coscienza cui era arrivata la borghesia nelle varie fasi si misura appunto con questi due metri e non solo con quello del suo distacco dalla classe che la dominava; di solito appunto si ricorre solo a questo e si ha una storia unilaterale o talvolta non si capisce nulla, come nel caso della storia italiana dai Comuni in poi: la borghesia italiana non seppe unificare il popolo, ecco una causa delle sue sconfitte e delle interruzioni del suo svilup¬ po: anche nel Risorgimento questo «egoismo» ristretto impedì una rivoluzione rapida e vigorosa come quella francese. Ecco una delle quistioni più importanti e delle cause di diffi[coltà nel fare la storia delle classi subalterne. Cfr Quaderno 25 (xxm), pp. 20-22. § (91). I nipotini di Padre Bresciani. La fiera del libro. Poiché il popolo non va al libro, il libro andrà al popolo. Questa iniziativa è dovuta alla «Fiera Letteraria» e al suo direttore d’allora, Umberto Fracchia, che la lanciò e attuò nel 1927 a Milano. L’iniziativa in sé non è cattiva e può dare qualche piccolo risultato. La questione però rimane sempre la stessa: che il libro deve diventare intimamente na-

  • Nel ms per distrazione è ripetuto il numero « 4) ».

bNelms: «.5)».