Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/443

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436 Y QUADERNO 4 (xill) seriale di qualche arma più efficace. Ciò significa che mentre il mate- bis rialismo storico non subisce egemonie, | incomincia esso stesso ad esercitare una egemonia sul vecchio mondo intellettuale. Ciò avviene in forme reciproche naturalmente, ma è appunto ciò che bisogna sven¬ tare. Il vecchio mondo, rendendo omaggio al materialismo storico cerca di ridurlo a un corpo di criteri subordinati, di secondo grado, da incorporare nella sua teoria generale, idealistica o materialistica: chi riduce a un ruolo simile il materialismo storico nel campo proprio di questa teoria, capitola implicitamente dinanzi agli avversari. Cfr Quaderno 11 (xvm), pp. 41-42. § < 15). Croce e Marx. Gli accenni che Croce fa a Marx debbono essere studiati nei diversi periodi della sua attività di studioso e di uomo pratico. Egli si avvicina a Marx da giovane, quando volle met¬ tere d’accordo «le tendenze democratiche (...) state sempre naturali al suo animo » col suo odio contro il positivismo. « Il mio stomaco si ricusò di digerirla (la democrazia), finché essa non prese qualche con¬ dimento dal socialismo marxistico, il quale, cosa ormai notissima, è imbevuto di filosofia classica tedesca» (cfr Cultura e vita morale, se¬ conda ediz., p. 45) \ Se ne allontana nei periodi di democrazia fino al 14. Vi ritorna durante la guerra (cfr specialmente la prefazione del 1917 al Materialismo storico ed economia marxistica; e cfr il suo giudizio riferito dal De Ruggiero che la guerra era la guerra del ma¬ terialismo storico)2 ma se ne allontana nel primo e specialmente nel secondo dopo guerra, quando una gran parte della sua attività critico¬ pratica è rivolta a scalzare il materialismo storico poiché sente e pre¬ vede che esso dovrà riaffermarsi con estremo vigore dopo l’ubbriaca- tura di astrazioni ampollose delle filosofie ufficiali ed ufficiale ma spe¬ cialmente come conseguenza delle condizioni pratiche e dell’interven- zionismo statale (cfr per questa preoccupazione le lettere del Croce stampate nella «Nuova Rivista Storica» negli anni 1928-29 a propo¬ sito della storia'etico-politica)i. Il punto che più interessa di esaminare è quello delle «ideologie» e del loro valore: rilevare le contraddizioni in cui il Croce cade a 54 questo proposito. Nel volumetto Elementi di politica4 il Croce | scri¬ ve che per Marx le «superstrutture» sono apparenza e illusione e di ciò fa un torto a Marx (cfr bene il punto di quistione). Ma è vero ciò? La teoria di Croce sulle ideologie, ripetuta recentemente nella recen¬ sione apparsa sulla «Critica» del volumetto del Malagodi5 è di evi¬ dente origine marxista: le ideologie sono costruzioni pratiche, sono strumenti di direzione politica, sebbene essa non riproduca della dot¬ trina marxista che una parte, la parte critico-distruttiva. Per Marx le «ideologie» sono tutt’altro che illusioni e apparenza; sono una realtà oggettiva ed operante, ma non sono la molla della storia, ecco tutto. Non sono le ideologie che creano la realtà sociale, ma è la realtà so¬ ciale, nella sua struttura produttiva, che crea le ideologie. Come Marx I93O-1932: APPUNTI DI FILOSOFIA I