Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/444

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437 potrebbe aver pensato che le superstrutture sono apparenza ed illu¬ sione? Anche le sue dottrine sono una superstruttura. Marx afferma esplicitamente che gli uomini prendono coscienza dei loro compiti nel terreno ideologico, delle superstrutture6, il che non è piccola afferma¬ zione di «realtà»: la sua teoria vuole appunto anch’essa «far prende¬ re coscienza » dei propri compiti, della propria forza, del proprio di¬ venire a un determinato gruppo sociale. Ma egli distrugge le «ideo¬ logie» dei gruppi sociali avversi, che appunto sono strumenti pratici di dominio politico sulla restante società: egli dimostra come esse siano prive di senso, perché in contraddizione con la realtà effettuale. Il Croce si trova intellettualmente a mal partito. Egli (che) nella pre¬ fazione del 1917 al Materialismo storico ecc. scrisse: «gli serberemo (al Marx) (...) altresì la nostra gratitudine, per aver conferito a ren¬ derci insensibili alle alcinesche seduzioni (...) della Dea Giustizia e della Dea Umanità »7, deve ora fare molti passi a ritroso e dare ap¬ parenza di florida giovinezza a un’altra decrepita maga sdentata, il li¬ beralismo più o meno deificato. Questo argomento del valore concreto delle superstrutture in Marx dovrebbe essere bene studiato. Ricordare il concetto di Sorel del «blocco storico »8. Se gli uomini prendono coscienza del loro com¬ pito nel terreno delle superstrutture, ciò significa che tra struttura e | superstrutture c’è un nesso necessario e vitale, cosi come nel corpo 54 umano tra la pelle e lo scheletro: si direbbe uno sproposito se si affer¬ masse che l’uomo si mantiene eretto sulla pelle e non sullo scheletro, e tuttavia ciò non significa che la pelle sia una cosa apparente e illu¬ soria, tanto vero che non è molto gradevole la situazione dell’uomo scorticato. Cosi sarebbe uno sproposito dire che il colore delle guance sia la causa della salute e non viceversa ecc. (Il paragone del corpo umano può servire per rendere popolari questi concetti, come meta¬ fora appropriata). Non ci si innamora di una donna per la forma dello scheletro e tuttavia anche questa forma contribuendo all’armonia ge¬ nerale delle forme esterne e persino alla disposizione della pelle, è un elemento di attrazione sessuale. Semplice metafora perché mentre la storia registra mutamenti radicali di strutture sociali, nel regno ani¬ male si può parlare solo, caso mai, di lentissime evoluzioni. Cfr Quaderno 10 (xxxm), pp. 26 a-27 a. § ( 16). La teleologia nel « Saggio popolare ». Un’osservazione ge¬ nerale: le dottrine filosofiche sono tutte presentate su uno stesso pia¬ no di trivialità e di banalità, così che pare al lettore che tutta la cul¬ tura precedente sia stata una fantasmagoria di baccanti in delirio. Il metodo è riprovevole da molti punti di vista: un lettore serio, che poi amplii le sue cognizioni e approfondisca i suoi studi, crede di essere stato preso in giro e rigetta tutto il sistema. È facile parere di aver su¬ perato una posizione abbassandola, ma si tratta di un puro sofisma di parole: il superamento è avvenuto solo sulla carta e lo studioso si ritrova la difficoltà dinanzi in forma paurosa. La superficialità non è