Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/451

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444 X QUADERNO 4 (xill) prietà, in quanto in essa è cristallizzato un rapporto sociale e questo corrisponde a un determinato periodo storico. L’insieme delle forze materiali di produzione è l’elemento meno variabile nello sviluppo storico, è quello che volta per volta può essere misurato con esattez¬ za matematica, che può dar luogo pertanto a una scienza sperimentale della storia, nel senso ben preciso in cui si può parlare di « sperimen¬ tale» nella storia. La variabilità dell’insieme delle forze [materiali] di produzione è anch’essa misurabile e si può stabilire con una certa pre¬ cisione quando il suo sviluppo da quantitativo diventa qualitativo. L’insieme delle forze materiali di produzione è nello stesso tempo «tutta la storia passata cristallizzata» e la base della storia presente e avvenire, è un documento e una forza attiva attuale. Ma il concetto di attività di queste forze materiali non può essere confuso con quello di attività nel senso fisico o metafisico. L’elettricità è storicamente at¬ tiva, non come pura forza naturale, ma come elemento di produzione dominato dall’uomo e incorporato nell’insieme delle forze materiali di produzione, oggetto di proprietà. Come forza naturale l’elettricità esisteva anche prima della sua riduzione a forza di produzione ma non operava nella storia, non era elemento storico, della storia uma¬ na (non della storia naturale e quindi in misura determinata anche della storia umana, in quanto la storia umana è una parte della storia naturale). Queste osservazioni servono a far capire come l’elemento causale preso dalle scienze naturali per spiegare la storia sia un ritorno alla vecchia storiografia ideologica (idealistica o materialistica): quando si dice, come nel Saggio popolare, che la nuova teoria atomica distrugge l’individualismo (le robinsonate) *, si cade appunto in questa devia¬ zione. Cosa significa infatti questo accostamento della politica alla scienza naturale? Che la scienza spiega la storia? Che le leggi di una determinata scienza naturale sono identiche alle leggi della storia? bis Oppure significa che, eslsendo tutto il complesso delle idee scientifi¬ che una unità, si può ridurre una scienza all’altra? Ma in questo caso perché questo [determinato] elemento della fisica e non un altro deve essere quello riducibile all’unità della concezione del mondo? Ma in realtà,-questo è solo uno dei tanti elementi del Saggio popo- lare che dimostrano la superficiale impostazione del problema del ma¬ terialismo storico, il non aver saputo dare a questa concezione la sua autonomia scientifica e la posizione che le spetta di fronte alle scienze naturali o[, peggio,] a quel vago concetto di «scienza» in generale che è proprio della concezione volgare del popolo. La teoria atomi¬ stica moderna è una teoria «definitiva», stabilita una volta per sem¬ pre? O non è anch’essa semplicemente una ipotesi scientifica che po¬ trà essere superata, cioè assorbita in una teoria più vasta e compren¬ siva? Perché dunque il riferimento a questa teoria dovrebbe essere definitivo e porre fine alle quistioni dell’individualismo e delle robin¬ sonate? (A parte il fatto che le robinsonate sono puri schemi pratici costruiti per indicare una tendenza o per una dimostrazione per as¬ surdo). Ma ci sono altre quistioni: se la teoria dell’atomo fosse quello che il Saggio popolare pretende, dato che la società ha mutato duran- 193O-I932: APPUNTI DI FILOS