Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/465

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xill) l’area, determinando oltre che l’unità economica e politica anche 69 l’unità intellettuale e morale, | su un piano non corporativo, ma uni¬ versale, di egemonia di un raggruppamento sociale fondamentale su i raggruppamenti subordinati. Lo Stato-governo è concepito si come organismo proprio di un raggruppamento, per creare il terreno favo¬ revole alla massima espansione di questo raggruppamento stesso, ma anche questo sviluppo e questa espansione sono visti concretamente come universali, cioè collegati agli interessi dei raggruppamenti su¬ bordinati, come uno sviluppo di equilibri instabili tra gli interessi del gruppo fondamentale e quelli dei gruppi subordinati in cui gli inte¬ ressi del gruppo fondamentale prevalgono ma fino a un certo punto, non cioè almeno fino all’egoismo economico-corporativo. Nella storia reale questi momenti si complicano tra loro, orizzontalmente e verti¬ calmente, cioè per attività economica (orizzontale) e per territorio (verticalmente), combinandosi e scindendosi variamente, e ognuna di queste combinazioni può essere rappresentata da una propria espres¬ sione organizzata economica e politica. Ancora bisogna tener presente che a questi rapporti interni di uno Stato-nazione si intrecciano i rap¬ porti internazionali, creando a loro volta combinazioni originali e sto¬ ricamente concrete. Un’ideologia, nata in un paese più sviluppato, si diffonde in un paese meno sviluppato, incidendo nel gioco locale del¬ le combinazioni (la religione, per esempio, è sempre stata una fonte di tali combinazioni ideologico-politiche nazionali-internazionali, e con la religione le altre formazioni internazionali, fra cui gli «intel¬ lettuali» in genere, la Massoneria, il Rotary Club, gli ebrei, la diplo¬ mazia internazionale che si suggerisce espedienti polìtici o li impone in determinati paesi ecc.; la religione, la Massoneria, il Rotary, gli ebrei possono rientrare nella stessa categoria generale degli « intellet¬ tuali », la cui funzione principale, su scala internazionale, è stata quel¬ la di mediare gli estremi, di trovare dei compromessi intermedi tra le soluzioni più estreme); questo rapporto tra forze internazionali e forze nazionali è ancora complicato nell’interno di ogni nazione dal fatto frequente dell’esistenza di parecchie sezioni territoriali nazio- bis nali di diversa struttura e di diverso | rapporto di forze in tutti i gradi (così la Vandea in Francia era alleata con le forze interna¬ zionali reazionarie e le rappresentava nel seno dell’unità territoriale francese; così Lione rappresentava un nodo di rapporti particolari ecc.). 3°) il terzo momento è quello del «rapporto delle forze militari» che è quello immediatamente decisivo volta per volta. Lo sviluppo storico oscilla continuamente tra il primo e il terzo momento, con la mediazione del secondo. Ma anche questo terzo momento del rappor¬ to delle forze non è qualcosa di indistinto e di identificabile immedia¬ tamente in forma schematica. Mi pare si possano distinguere in esso due momenti: il momento «militare» nel senso stretto, tecnico della parola, e il momento che si può chiamare «politico-militare». Nello sviluppo della storia mondiale ed europea questi due momenti si so¬ no presentati in un numero vario di combinazioni. Un esempio tipico,