Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/486

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miscellanea) 479 Roma tra guerrieri germanici e intellettuali di origine latina continua- tori dei liberti-intellettuali. Si intreccia con questo fenomeno il nasce¬ re e lo svilupparsi del cattolicismo e dell’organizzazione ecclesiastica che per molti secoli assorbe la maggior parte delle attività intellet¬ tuali ed esercita il monopolio della direzione intellettuale, con san¬ zioni penali per chi vuole opporsi o anche eludere questo monopolio. A questo fenomeno si collega l’altro della funziolne cosmopolita 14 bis degli intellettuali italiani, su cui (ci sono) molte note scritte sparsa¬ mente nei diversi quaderni \ Nello sviluppo degli intellettuali europei si osservano molte diffe¬ renze tra nazione e nazione; ne accennerò le più notevoli, che dovran¬ no essere approfondite (d’altronde tutte le affermazioni contenute in questa nota devono essere considerate semplicemente come spunti e motivi per la memoria, che occorrono di essere controllati e appro¬ fonditi): 1) Per l’Italia il fatto centrale è appunto la funzione internazionale o cosmopolita dei suoi intellettuali che è causa ed effetto dello stato di disgregazione in cui rimane la penisola dalla caduta dell'Impero ro¬ mano fino al 1870. 2) La Francia dà un tipo compiuto di sviluppo armonico di tutte le energie nazionali e specialmente delle categorie intellettuali: quan¬ do nel 1789 un nuovo raggruppamento sociale affiora politicamente alla storia, esso è completamente attrezzato per tutte le sue funzioni sociali e perciò lotta per il dominio totale della nazione, senza venire a compromessi essenziali con le vecchie classi, anzi subordinandosele. Le prime cellule intellettuali del nuovo tipo nascono con le prime cel¬ lule economiche; la stessa organizzazione ecclesiastica ne è influenzata (gallicanismo, lotte tra Chiesa e Stato molto precoci). Questa mas¬ siccia costituzione intellettuale spiega la funzione intellettuale della Francia nella seconda metà del secolo xvm e in tutto il secolo xix, funzione internazionale e cosmopolita di irradiazione e di espansione a carattere imperialistico organico, quindi ben diversa da quella ita¬ liana, a carattere immigratorio personale e disgregato che non reflui¬ sce sulla base nazionale per potenziarla ma invece per renderla im¬ possibile. . 3) In Russia diversi spunti: l’organizzazione politica [commercia¬ le] è creata dai Normanni (Varieghi), quella religiosa dai greci bizan¬ tini; in un secondo tempo i tedeschi e i francesi danno uno scheletro resistente alla gelatina storica russa. Le forze nazionali sono passive, ma forse per questa stessa passività assimilano le influenze straniere e anche gli stessi stranieri, russificandoli. Nel periodo storico più | moderno avviene il fenomeno inverso: una élite di gente tra la più 15 attiva, intraprendente e disciplinata emigra all’estero, assimila la cul¬ tura dei paesi più progrediti dell’occidente, senza perciò perdere i ca¬ ratteri più essenziali della propria nazionalità, senza cioè rompere i legami sentimentali e storici del proprio popolo e fatto così il suo gar¬ zonato intellettuale, rientra nel paese, costringendo il popolo a un forzato risveglio. La differenza tra questa élite e quella tedesca (di Pietro il grande per esempio) consiste nel suo carattere essenziale na-