Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/491

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484 QUADERNO 4 (xill) 9 18 bis 4 19 pratica tende a crearsi una scuola particolare, così come ogni attivi¬ tà intellettuale tende a crearsi un «circolo di cultura» proprio; avver¬ rà che anche ogni organismo direttivo dovrà scindere la sua operosità in due direzioni fondamentali: quella deliberativa che è la sua essen- ziale, e quella culturale-informativa in cui le quistioni su cui occorre discutere saranno prima discusse « accademicamente » per cosi dire. Il fatto avviene anche oggi, ma in maniera burocratica: ogni corpo deli¬ berante ha i suoi uffici specializzati di periti che preparano il mate¬ riale delle discussioni e delle deliberazioni. È questo uno dei meccani¬ smi attraverso cui la burocrazia finisce col dominare nei regimi demo¬ cratici parlamentari. Mi pare appunto che si porrà la quistione di in¬ corporare nei corpi deliberanti e direttivi stessi la capacità tecnica presupposta per la competenza. A questo proposito vedere quanto ho scritto in una nota della ru¬ brica «Riviste tipo»8: in attesa che si | formi un gruppo di intellet¬ tuali abbastanza preparati per essere in grado di produrre una rego¬ lare attività libraria (s’intende di libri organici e non di pubblicazioni d occasione o di raccolte di articoli) e come mezzo per accelerare que¬ sta formazione, intorno alle riviste tipo dovrebbe costituirsi un cir¬ colo di cultura, che collegialmente criticasse ed elaborasse i lavori dei singoli, distribuiti secondo un piano e riguardanti quistioni di prin¬ cipio (programmatiche). I lavori, nella elaborazione definitiva, cioè dopo aver subito la critica e la revisione collegiale, dopo aver raggiun¬ to una estrinsecazione su cui l’opinione collegiale sia fondamental¬ mente concorde, dovrebbero essere raccolti nel Y Annuario a cui ac¬ cennai nella nota. Attraverso la discussione e la critica collegiale (fat¬ ta di suggerimenti, di consigli, di indicazioni metodiche, critica co¬ struttiva e rivolta alla educazione reciproca) si innalzerebbe il livello medio dei membri del circolo, fino a raggiungere l’altezza e la capa¬ cità del più preparato. Dopo i primi lavori sarebbe possibile all’offi¬ cio di presidenza o di segreteria avere dei criteri e delle indicazioni sui lavori ulteriori da assegnare e sulla loro distribuzione organica, in modo da indurre i singoli a specializzarsi e a crearsi le condizioni di specializzazione: schedari, spogli bibliografici, raccolte delle opere fondamentali specializzate, ecc. Il metodo di lavoro dovrebbe essere molto severo e rigoroso: nessuna improvvisazione e declamazione. I lavori, scritti e distribuiti preventivamente a tutti i soci del circolo dovrebbero essere criticati per iscritto, in note stringate, che elencas¬ sero le manchevolezze, i suggerimenti, i punti necessari di chiarimen¬ to, ecc. Si potrebbe introdurre un principio fecondo di lavoro: ogni membro del circolo incaricato di un certo lavoro potrebbe scegliere tra gli altri un consigliere guida che lo indirizzi e lo aiuti con arte «maieutica», cioè che non si sostituisca a lui ma solo lo aiuti a lavo¬ rare e a sviluppare in sé una disciplina di lavoro, un metodo di pro¬ duzione, che lo « taylorizzi » intellettualmente, per cosi dire. Cfr Quaderno 12 (xxix), pp. 1-7. 1930-1932: