Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/494

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-1932: (miscellanea) 487 una differenza tra scuola creativa e | scuola attiva: tutta la scuola uni¬ taria è scuola attiva, mentre la scuola creativa è una fase, il corona¬ mento della scuola attiva. Naturalmente sia scuola attiva che scuola creativa devono essere intese rettamente: la scuola attiva, dalla fase romantica in cui gli elementi della lotta contro la scuola meccanica e gesuitica si sono dilatati morbosamente per ragioni di contrasto e di polemica, deve trovare e raggiungere la fase classica, liberata dagli elementi spuri polemici e che trova in se stessa e nei fini che vuol rag¬ giungere la sua ragione di essere e l’impulso a trovare le sue forme e i suoi metodi. Così scuola creativa non significa scuola di «inventori e scopritori » di fatti ed argomenti originali in senso assoluto, ma scuola in cui la « recezione » avviene per uno sforzo spontaneo e autonomo dell’allievo e in cui il maestro esercita specialmente una funzione di controllo e di guida amichevole come avviene, o dovrebbe avvenire oggi nelle Università. Scoprire da se stessi, senza suggerimenti e im¬ pulsi esterni, una verità è «creazione», anche se la verità è vecchia: in ogni modo si entra nella fase intellettuale in cui si possono scopri¬ re verità nuove, poiché da se stessi si è raggiunta la conoscenza, si è scoperta una «verità» vecchia). Nel Liceo dunque l’attività scolastica fondamentale si svolgerà nei seminari, nelle biblioteche, nei gabinetti sperimentali, nei laboratori: in esso si raccoglieranno gli elementi fondamentali per l’orientazione professionale. Un’innovazione essenziale sarà determinata dall’avvento della scuola unitaria nei rapporti oggi esistenti tra Università e Accademie. Oggi queste due istituzioni sono indipendenti l’una dall’altra e le Ac¬ cademie (le grandi Accademie, naturalmente) hanno un posto gerar¬ chicamente superiore a quello delle Università. Colla scuola unitaria, le Accademie dovranno diventare l’organizzazione intellettuale (di sistemazione e creazione intellettuale) di quegli elementi che dopo la scuola unitaria non faranno l’Università, ma si inizieranno subito a una professione. Questi elementi non dovranno cadere nella passività intellettuale, ma dovranno avere a disposizione un organismo, specia¬ lizzato in tutte le branche industriali e intellettuali, al quale potranno collaborare e nel quale dovranno trovare tutti i mezzi necessari per il lavoro creativo che vogliono intraprendere. Il sistema accademico verrà riorganizzato e vivificato. Territorialmente esso avrà una gerar¬ chia: un centro nazionale che si aggregherà le grandi accademie nazio¬ nali, delle sezioni provinciali e dei circoli locali urbani e rurali. Si di¬ viderà poi per sezioni specializzate che saranno tutte rappresentate al centro e nelle province e solo parzialmente nei circoli locali. Il prin¬ cipio sarà quello degli Istituti di Cultura di un determinato raggrup¬ pamento sociale. Il lavoro accademico tradizionale, cioè la sistemazio¬ ne del sapere esistente (tipo italiano attuale dell’Accademia) e la gui¬ da e stabilizzazione secondo una media [(pensiero medio)] delle atti¬ vità intellettuali (tipo francese dell’Accademia) diventerà [solo] un aspetto della nuova organizzazione che dovrà avere un’attività creati¬ va e di divulgazione con autorità collettiva. Essa controllerà le confe¬ renze industriali, le conferenze e le attività di organizzazione scientifi¬ ca del lavoro, i gabinetti sperimentali di fabbrica, ecc. e sarà il mecca- 20 bis 21