Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/553

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


6 QUADERNO 5 (ix) interessante notare che è amico degli scrittori della « Civiltà Cattolica» e che ha messo a loro disposizione l’archivio del Solaro] \ 5 bis S {7). Sul «pensiero sociale» dei cattolici mi pare si pos¬ sa fare questa osservazione critica preliminare: che non si tratta di un programma politico obbligatorio per tutti i cat¬ tolici, al cui raggiungimento sono rivolte le forze organizza¬ te che i cattolici posseggono, ma si tratta puramente e sem¬ plicemente di un «complesso di argomentazioni polemi¬ che» positive e negative senza concretezza politica. Ciò sia detto senza entrare nelle quistioni di merito, cioè nell’esa¬ me del valore intrinseco delle misure di carattere economi- co-sociale che i cattolici pongono alla base di tali argomen¬ tazioni. In realtà la Chiesa non vuole compromettersi nell pratica economica e non si impegna a fondo, né per attuare rprincipi socia erma e cne non sono attuati, n difendere, mantenere o restaurare quelle situazioni in cui una parte di quei principi era già attuata e che sono state di¬ strutte. Per comprendere bene la frftfilsHone del la ( "hTpsa nel¬ la società moderna, occorre comprendere che essa è dispo¬ sta a lottare solo per difendere le sue particolari libertà cor¬ porative (di Chiesa come Chiesa, organizzazione ecclesiasti¬ ca), cioè i privilegi che proclama legati alla propria essenza divina: per questa difesa la Chiesa non esclude nessun mez¬ zo, né l’insurrezione armata, né l’attentato individuale, né l’appello all’invasione straniera. Tutto il resto è trascurabile relativamente, a meno che non sia legato alle condizioni esi¬ stenziali proprie. Per «dispotismo» la Chiesa intende l’in¬ tervento dell’autorità statale laica nel limitare o sopprime¬ re 1 suoi privilegi, non molto di più: essa riconosce qualsiasi potestà di fatto, e purché non tocchi i suoi privilegi, la le^tt- Tjma; se poi accresce i privilegi, la esalta e la proclama pròvvidenzia Date queste premesse, il «pensiero sociale» cattolico ha un puro valore accademico: occorre studiarlo e analizzarlo in quanto elemento ideologico oppiaceo, tendente a mante¬ 1930