Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/619

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612 QUADERNO 5 (ix) Î S (82). Funzione cosmopolita degli intellettuali italiani. In che misura lo sciamare in tutta Europa di eminenti e me¬ diocri personalità italiane (ma di un certo vigore di caratte¬ re) fu dovuto ai risultati delle lotte interne delle fazioni co¬ munali, al fuoruscitismo politico cioè? Questo fenomeno fu persistente dopo la seconda metà del secolo xm: lotte co¬ munali con dispersione delle fazioni vinte, lotte contro i principati, elementi di protestantesimo ecc. fino al 1848; nel secolo xix il fuoruscitismo muta di carattere, perché gli esiliati sono nazionalisti e non si lasciano assorbire dai paesi di immigrazione (non tutti però: vedi Antonio Panizzi di¬ venuto direttore del British Muséum e baronetto inglese). Di questo elemento occorre tener conto, ma non è certo quello prevalente nel fenomeno generale. Così in un certo periodo occorre tener conto del fatto che i principi italiani sposavano le loro figlie con principi stranieri e ogni nuova regina di origine italiana portava con sé un certo numero di letterati, artisti, scienziati italiani (in Francia con le Medici, 41 bis in Spagna con le Farnesi, in | Ungheria ecc.) oltre a diventa¬ re un centro di attrazione dopo la salita al trono. Tutti questi fenomeni devono essere studiati e la loro im¬ portanza relativa fissata esattamente, in modo da dare il proprio valore al fatto fondamentale. Neirarticolo II Pe¬ trarca a Montpellier, nella «Nuova Antologia» del 16 lu¬ glio 1929 *, Carlo Segrè ricorda come ser Petracco, bandito da Firenze e stabilitosi con la famiglia a Carpentras, volle che suo figlio Francesco frequentasse l'Università di Mont¬ pellier per intraprendere l’attività legale. «La scelta poi si mostrava ottima, perché in Italia e nel mezzogiorno della Francia grande era allora la richiesta di giuristi da parte di principi e di governi municipali, che li adoperavano come giudici, magistrati, ambasciatori e consulenti, senza dire che restava loro aperto l’esercizio privato dell’avvocatura, me¬ no onorifico ma sempre vantaggioso per chi non mancasse di sveltezza»2. L’Università di Montpellier fu fondata nel 1160 dal giureconsulto Piacentino, che si era formato a Bo¬ logna e aveva portato in Provenza i metodi dell’insegna¬ mento di Irnerio (questo Piacentino era però italiano? oc- 1930-1932: (