Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/625

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quaderno 5 (ix) solo devono rimanere in officina le maestranze vecchie, ma dovranno farsi nuove assunzioni. La composizione dell’eser¬ cito sarà perciò in prevalenza contadina, mentre la maggior parte degli operai, o almeno una porzione ragguardevole, dovrà lavorare per l’attrezzamento e il munizionamento. Fa¬ re di questa necessità un elemento di agitazione demagogica e sanzionarla di inferiorità per gli addetti all’industria, po¬ trà avere questa conseguenza (in assenza di una soluzione organica che è difficile: rotazione tra officina e fronte, ecc.): che realmente nelle officine vorranno rimanere i panciafichi¬ sti e che il problema della produzione subirà una crisi, cioè la guerra potrà essere perduta nelle officine per mancanza di rendimento. § ( 88 ). Sul Risorgimento italiano. Michele Amari e il si¬ cilianismo. Confrontare l’articolo su Michele Amari di Francesco Brandileone nella «Nuova Antologia» del i° ago¬ sto 1929 1 che è poi una lunga recensione polemica de Le più belle pagine di Michele Amari scelte da V. E. Orlando, con 44 bis una prefazione molto | interessante per capire l’origine an¬ che dell’attuale « sicilianismo » di cui POrlando è un rappre¬ sentante (a due facce: una verso il continente velata dei set¬ te veli dell'unitarismo e una verso la Sicilia, più franca: ri¬ cordare il discorso di Orlando a Palermo durante le elezioni amministrative del 1925 e il suo elogio indiretto della ma¬ fia, presentata nel suo aspetto sicilianista di ogni virtù e ge¬ nerosità popolana) \ L’Amari nato nel 1806 a Palermo e cresciuto tra la costi¬ tuzione del 1812 e la rivoluzione del 1820 quando la costi¬ tuzione fu abolita, come tanti altri siciliani del suo tempo era persuaso che il bene dell’isola fosse da ricercare nel ri¬ stabilimento della Costituzione, ma soprattutto nelPautono- mia e nel distacco da Napoli. «L’aspirazione a costituire uno Stato a sé fu il sentimen¬ to dominante fra gli isolani almeno fino al 1848 »3, scrive il Brandileone. L’Amari, come scrisse egli stesso (cfr Alessan¬ dro D’Ancona, Carteggio di M. Amari raccolto e pubblicato coWelogio di lui letto nellAccademia della Crusca, Torino, « 1