Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/656

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


miscellanea) 649 dell’Impero e col vincolo sacro della romanità stringere in unità di nazione tutte le genti italiane; quanto alla cultura popolare, nel Petrarca, che saluta Cola "nostro Camillo, no¬ stro Bruto, nostro Romolo” e con istudio paziente rievoca l’antico, mentre con anima di poeta lo risente e rivive». (Continua il romanzo storico: quale fu il risultato degli sfor¬ zi di Cola di Rienzo? nulla assoluto; e come si può far la storia con le velleità sterili e i pii desideri? E i Camilli, i Bruti, i Romoli messi insieme dal Petrarca non sentono la pura retorica?) Il Rossi non riesce a porre il distacco tra Medio latino e latino umanistico o filologico come egli lo chiama; non vuol capire che si tratta in realtà di due lingue, perché esprimono due concezioni del mondo, in certo senso antitetiche, sia pu¬ re limitate alla categoria degli intellettuali e ancora non vuol capire che il preumanesimo (Petrarca) è ancora diverso dall’umanesimo, perché | la «quantità è diventata qualità». 60 Il Petrarca, si può dire, è tipico di questo passaggio: egli è un poeta della borghesia come scrittore in volgare, ma è già un intellettuale della reazione antiborghese (signorie, papa¬ to) come scrittore in latino, come «oratore», come perso¬ naggio politico. Ciò spiega anche il fenomeno cinquecente¬ sco del «petrarchismo» e la sua insincerità: è un fenomeno puramente cartaceo, perché i sentimenti da cui era nata la poesia del dolce stil nuovo e del Petrarca stesso, non domi¬ nano più la vita pubblica, come non domina più la borghe¬ sia comunale, ricacciata nei suoi fondachi e nelle sue mani¬ fatture in decadenza. Politicamente domina un’aristocrazia in gran parte di parvenus, raccolta nelle corti dei signori e protetta dalle compagnie di ventura: essa produce la cultu¬ ra del Cinquecento e aiuta le arti, ma politicamente è limi¬ tata e finisce sotto il dominio straniero. Cosi il Rossi non può vedere le origini di classe del pas¬ saggio dalla Sicilia a Bologna e alla Toscana della prima poe¬ sia in volgare. Egli pone accanto il «preumanismo (nel suo senso) imperiale ed ecclesiastico di Pier delle Vigne e di maestro Berardo da Napoli, così cordialmente odiato dal Petrarca » e che ha « ancora radice nel sentimento della con¬ tinuità imperiale della vita antica» (cioè è ancora Medio la-