Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/667

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66o QUADERNO 5 (ix) argomento e per specificazione, non solo da legittimare l’au¬ tonomia della politica, ma da consentire, almeno sotto l’a¬ spetto ultimamente delineato, una distinzione anche forma¬ le fra essa ed il diritto pubblico». Ed ecco cosa intende per autonomia della politica! Ma, dice l1 Azzalini, oltre una scienza, esiste un’arte poli¬ tica. «Esistono uomini che traggono o trassero dall'intui¬ zione personale la visione dei bisogni e degli interessi dei paesi governati, che nell’opera di governo attuarono nel mondo esterno la visione dell'intuito personale. Con ciò non vogliamo certamente dire che l’attività intuitiva e però artistica sia l’unica e la prevalente nelFuomo di Stato; vo¬ gliamo solo dire che in esso, accanto alle attività pratiche, economiche e morali, deve sussistere anche quell’attività teoretica sopraindicata, sia sotto l’aspetto soggettivo del¬ l’intuizione che sotto l’aspetto oggettivo (!) dell’espressio- bis ne e che, mancando tali requisiti, non può sussistere l’uo¬ mo di governo e tanto meno ( ! ) l’uomo di Stato il cui fasti¬ gio è caratterizzato appunto da quella inacquistabile (?) fa¬ coltà. Anche nel campo politico, quindi, oltre lo scienziato in cui prevale la attività teoretica conoscitiva, sussiste l’arti¬ sta in cui prevale l’attività teoretica intuitiva. Né con ciò si esaurisce interamente la sfera d’azione dell’arte politica che oltre all’essere osservata in relazione allo statista che colle funzioni pratiche del governo estrinseca la rappresentazio¬ ne interna dell’intuito, può essere valutata in relazione allo scrittore che realizza nel mondo esterno (!) la verità politica intuita non con atti di potere ma con opere e scritti che tra¬ ducono l’intuito dell’autore. È il caso dell’indiano Kaman- daki (in secolo d. C.), del Petrarca nel Trattatello pei Car¬ raresi, del Botero nella Ragion dì Stato e, sotto certi aspetti del Machiavelli e del Mazzini», È veramente un bel pasticcio, degno del... Machiavelli, ma specialmente di Tittoni, direttore della «Nuova Antolo¬ gia». L’Azzalini non sa orientarsi né nella filosofia, né nella scienza della politica. Ma ho voluto prendere tutte queste note per cercare di sbrogliarne l’intrigo e vedere di giungere a concetti chiari per conto mio. È da distrigare, per es., ciò che può significare «intuizio- 1930-1932: (