Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/388

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i93i-i932: appunti di filosofia iii 1063 scorso nei termini del naturalismo e positivismo, se cioè la storia e la natura procedano per «salti» o solo per evoluzione graduale e pro¬ gressiva. Cfr Quaderno 10 (xxxiii), p. 9. 5 (204). Un’introduzione allo studio della filosofia, [(cfr quad. Ili '63 bis Jr. 5 bis)]1. Per la compilazione di una introduzione o avviamento' allo studio della filosofia occorrerà tener conto di alcuni elementi pre¬ liminari: jr) Occorre distruggere il pregiudizio che la filosofia sia al- cunché di molto difficile per il fatto che essa è una arrivata propria dì \ una determinata categoria di scienziati, dei filosofi professionali o si- \ stematici. Occorrerà pertanto dimostrare che tutti gli uomini sono fi- \ losofi, definendo i limiti e i caratteri di questa filosofia [« spontanea »] \ di «tutto il mondo», cioè il senso comune e la religione. Dimostrato che tutti sono filosofi, a loro modo, che non esiste uomo normale e sa¬ no intellettualmente, il quale non partecipi di una determinata conce¬ zione del mondo, sia pure inconsapevolmente, perché ogni « linguag¬ gio » è una filosofia, si passa al secondo momento, al momento della critica e della consapevolezza. È preferibile «pensare» senza averne consapevolezza, in modo disgregato e occasionale, è preferibile « par¬ tecipare » a una concezione del mondo « imposta » dal di fuori, da un gruppo sociale (che può andare dal proprio villaggio alla propria pro¬ vincia, che può avere l’origine nel proprio curato o nel vecchione pa- / triarcale la cui « saggezza » detta legge, nella donnetta che costruisce I delle stregonerie o nel piccolo intellettuale inacidito dalla propria stu- / pidaggine e impotenza a operare) o è preferibile elaborare la propria / concezione del mondo consapevolmente e criticamente e in connes- I sione con tale lavorio del proprio intelletto scegliere il proprio mondo I di attività, partecipare attivamente alla produzione della storia uni- / versale? ecc. I Religione, senso comune, filosofia. Trovare le connessioni tra Jj] questi tre ordini ìntelteLlualìTVedere come neanche religione e senso comune coincidono, ma la religione sia un elemento del disgregato senso comune. Non esiste un solo «senso comune», ma anche esso è un prodotto e un divenire storico. La filosofia è la critica della reli¬ gione e del senso comune e il loro superamento: in tal senso, la filo- sofiagoificide col «buon senso». ^iìcienza e religione - senso comune. f)"Ma nón"è5Ì5té"néànche la «filosofia» in senso generale: esisto¬ no molte filosofie e occorrerà scegliere tra di esse. Come avverrà la scelta? Da quali criteri si partirà per fare la propria scelta? E perché in ogni tempo convivono | molti sistemi o correnti di filosofia? Come 64 nascono, come si diffondono, perché nella loro diffusione seguono cer¬ te linee di frattura e certe direzioni? •ytf La sistemazione della propria concezione del mondo e della vi¬ ta. Ha importanza questa sistemazione? e che cosa occorre intendere per sistema?