Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/479

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ii54 QUADERNO 9 (xiv) nati per determinare una riorganizzazione delle forze politiche esi¬ stenti, per suscitare nuove correnti intellettuali nei vecchi organismi di partito, o per esalare sospiri e gemiti di disperazione e di nero pes¬ simismo. Mi pare che tale letteratura possa dividersi provvisoriamen¬ te in due grandi gruppi: 1. Quello delle interpretazioni propriamente dette, come sarebbe quella contenuta nella Lotta politica in Italia e negli altri scritti di polemica politica di Alfredo Oriani6, che ne ha 69 bis determinato altre attraverso le opere di Mario | Missiroli7, come quel¬ la di Gobetti e di Guido Dorso8. Accanto ad esse le interpretazioni di Curzio Malaparte (suWItalia barbara; lotta contro la Riforma pro¬ testante ecc.)9; e di Carlo Curcio (L'eredità del Risorgimento, Firen¬ ze, La Nuova Italia, 1931, pp. 114, L. 12)10. Bisogna ricordare gli scritti di F. Montefredini (vedi saggio del Croce in proposito nella Letteratura della nuova Italia)11 per le «bizzarrie» e quelli di Aldo Ferrari (nella « Nuova Rivista Storica » e in volumi e volumetti) come « bizzarrie » e romanzo nel tempo stesso 12. 2. Un altro gruppo è rappresentato dal libro di Gaetano Mosca, Teorica dei governi e governo parlamentare pubblicato la prima volta nel 1883 e ristampato nel 1925 (Milano, Soc. An. Istituto Editoriale Scientifico, in 8°, pp. 301, L. 25)13; dal libro di PasqualeTuriello, Go¬ verno e governati; di Leone Carpi, L'Italia vivente; di Luigi Zini, Dei criteri e dei modi di governo; Giorgio Arcoleo, Governo di Gabi¬ netto; Marco Minghetti, I partiti politici e la loro influenza nella giu¬ stizia e nell’amministrazione ; libri di stranieri come quello del Lave- leye, Lettere d'Italia; di von Loher, La nuova Italia, e anche del Bra- chet, Ultalie qu'on voit et l'Italie qu'on ne voit pas; oltre ad articoli .della «Nuova Antologia» [(e della «Rassegna settimanale» di Sonni- no ecc.)], di P. Villari, di R. Bonghi, del Palma, ecc. [(fino all’articolo del Sonnino Torniamo allo Statuto!)]14. Questa letteratura è una con¬ seguenza della caduta della Destra, dell’avvento al potere della Sini¬ stra e delle innovazioni «di fatto» introdotte nel regime parlamen¬ tare. In gran parte sono lamentele, recriminazioni, giudizi pessimi¬ stici e catastrofici sulla situazione italiana. Di questo fenomeno parla il Croce nei primi capitoli della sua Storia d'Italia dal 1871a al 1915. Ad essa fa pendant la letteratura degli epigoni del Partito d’Azione (tipico il libro dì Luigi Anelli stampato recentemente da Arcangelo Ghisleri)15 sia in volumi, che in opuscoli e in articoli di riviste. Si può osservare questo nesso tra le varie epoche di tale attività pseudo critica: 1)16 letteratura dovuta a elementi conservatori, furio¬ si per la caduta della Destra e della Consorteria (cioè per la diminuita 70 importanza nella vita statale dei grandi proprietari terrieri e dell’ari¬ stocrazia, che di una sostituzione di classe non si può parlare), fega¬ tosa, biliosa, acrimoniosa, senza elementi costruttivi, perché nel pas¬ sato non esiste nessun punto di riferimento reazionario che possa pro¬ porsi di restaurare con un certo pudore e qualche dignità; nel passato ci sono i vecchi regimi regionali, l’influenza del Papa e dell’Austria. L’accusa che il regime parlamentare è «copiato» da altre nazioni, non

  • Nel ms: «dal 70».