Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/524

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1932: (miscellanea) 1199 litare (o tendono a questo fine) mi pare sia da ricercare in ciò, che la tecnica militare in alcuni suoi aspetti tende a rendersi indipendente dal complesso della tecnica generale e a diventare un’attività a parte, autonoma. Fino alla guerra mondiale la tecnica militare era una sem¬ plice applic^zÌCTng~?T5pécIaI?2zata » della tecnica generale e pertanto Ta fotenza militare di uno Stafn n Hi nn prnppn di Stati (alleati per in- tegrarsi a vicenda) poteva essere calcolata con esattezza quasi mate- matica sulla base della potenza emnomtca (industriai^ agricola, finan¬ ziaria, tecniccTculturale). Dalla guerra mondiale in poi questo calcolo non è più possibile, almeno con pari esattezza; ciò costituisce la più | formidabile incognita della situazione politico-militare attuale. Come punto di riferimento basta accennare a pochi elementi: il sottomari¬ no, l’aeroplano di bombardamento, il gas e i mezzi chimici e batte¬ riologici applicati alla guerra. Ponendo la quistione nei suoi termini- limite, per assurdo, si può dire'che Andorra può produrre mezzi bel¬ lici in 1 as is uesta situazione del tecnicismo militare è uno degli elementi più « silenziosamente » operanti di quella trasformazione dell’arte politica che ha portato al passaggio, anche in politica, dalla «guerra di movi¬ mento » alla « guerra di posizione o di assedio ». 98 bis Cfr Quaderno 13 (xxx), pp. 20 a - 21. §(138). Passato e presente. Aneddoto di Giustino Fortunato. Pare sia del 1925 o 1926. Raccontato da Lisa \ Pare che si parlasse col Fortunato della lotta politica in Ita¬ lia. Egli avrebbe detto che, secondo lui, c’erano in Italia due uomini veramente pericolosi, uno dei quali era il Miglioli \ Sarebbe stato presente, oltre il Lisa, un certo avv. Giordano Bruno, di cui non ho mai sentito parlare nonostante il suo tragico nome. Il Bruno avrebbe detto: «Ma, senatore, sono due uomini di grande ingegno!» ingenuamente, perché di solito «pericoloso» ha un significato strettamente «polizie¬ sco». E il Fortunato, ridendo: «Appunto perché sono intel¬ ligenti sono pericolosi». Non so se l'aneddoto sia vero, e dato che sia vero, il Lisa Pabbia vissuto o solamente «sen¬ tito dire». Ma è verosimile e si inquadra perfettamente nel modo di pensare del Fortunato. Ricordare la lettera del Fortunato riportata da Prezzoli¬ ni nella prima edizione del suo volume La Cultura italiana \ e ricordare il necrologio di Piero Gobetti scritto dalTEinau- § B Nel ms: «Migl.».