Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/112

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90 Lo sviluppo di un pianeta teriale fornito in questa grande epoca vulcanica. Si può supporre che parte di questo materiale abbia costituito le enormi correnti di lava (come quelle che possiamo ve¬ dere sulla Luna); altre porzioni di quel materiale fu¬ rono costituite in strati fatti su di frammenti della roccia primitiva. Tostochè le roccie vulcaniche furono costrutte esse divennero continuamente soggette a di¬ sturbi ed all’intrusione di nuove masse di roccia ignea. Quando la temperatura del mondo alla sua superficie è caduta al disotto del punto di ebollizione dell’acqua, il vapore d’acqua dell’atmosfera si è condensato in pioggia, e l’acqua venne sulla scena a frammischiarsi colla lava, per promuovere nuove esplosioni e per dar origine alle roccie di sedimento. Queste supposizioni, specialmente se la primitiva era vulcanica può essere immaginata come estremamente estensiva, violenta e continuata a lungo, spiegheranno abbastanza bene le caratteristiche delle più primitive roccie a noi note. Ciò lascia ancora il mondo primitivo con un’atmosfera troppo vasta : e la teoria non è ritenuta essere adeguata dai più recenti geologi americani, e particolarmente da Chamberlin e da Salisbury (i). L'ipotesi planetismaria. 1 suddetti scrittori sono i principali promotori e respon¬ sabili della teoria alternativa dell'ipotesi planetismaria, la quale suppone che la Terra, avendo cominciato come un nodo nella nebulosa a spirale, siasi sviluppata gra¬ datamente sino alla presente massa per mezzo di ad¬ dizioni dall’esterno. 11 punto principale pel quale questa teoria differisce dalle altre si è che il nodo originale nebulare costituiva soltanto una piccola frazione del pianeta accresciuto. Se essa era affatto piccola allora (i)« Geology » Voi. 11, « Earth History », p. 190, di T. C. Cham¬ berlin ed R. D. Salisbury (John Murray ed.).