Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/149

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La forma della Terra solida 127 rebbe congiunta coll’Asia per mezzo di Borneo. L’Ame¬ rica del Sud si stenderebbe aH’infuori come un fungo capovolto al Capo Horn, e si congiungerebbe quasi al continente Antartico (Vedere Fig. 6). A questa profondità quindi, il problema matematico è sempli¬ ficato. La superficie della Terra è divisa in due regioni, continentale Luna, l’altra oceanica, ed esse sono pressoché uguali per superficie. Se noi eliminiamo, smussandole, le irregolarità, noi troviamo la superficie divisa in una regione continentale che è continua, ed in due regioni oceaniche. Una delle regioni oceaniche è il bacino del Paci¬ fico ; l’altra è il bacino riunito degli oceani Atlantico ed Indiano. Un pianeta che esista nelle condizioni che noi abbiamo enumerate, assesterà desso la propria superficie in tal modo? Vale a dire, in parti, delle quali una è al disopra della linea di 1400 tese (m. 2600 circa), ed una al disotto di quella, ed entrambe le quali sono press’a poco questa forma? (V. Fig. 7). Armoniche sferiche. Supponiamo adesso che una sfera sia alterata dalla forma sferica. Se, per esempio, essa è appiattita ai suoi poli e rigonfia al suo equatore, allora alcune parti di essa avranno delle unità di elevazione (0 plus-aree) ; ed altre parti avranno unità di depressione (0 minus- aree); ed alcune rimarranno inalterate (0 zero-aree). Queste quantità varieranno in una maniera regolare sopra la superficie della sfera. Ossia ancora, noi po¬ tremmo rimuovere tutto il materiale dalla cuffia sulla cima della sfera A e riportarlo al sud della sfera pun¬ teggiata B. Noi produrremmo una sfera uguale a quella originale, ma in una nuova posizione. Questo sarebbe il più semplice esempio tipico di deformazione. Oppure noi potremmo rimuovere del