Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/181

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L’azione vulcanica 159 lato, e le profondità degli oceani, Atlantico ed Artico, dall’altro lato. La regione vulcanica della Nuova Ze¬ landa è situata ad un consimile « quadrivio », con¬ siderando i continenti Australiano ed Antartico ed i segmenti degli oceani Pacifico e del Sud. Quasi tutte queste aree vulcaniche hanno due seg¬ menti di terre da un lato di esse, e due segmenti di oceano dall’altro lato. La teoria delle « linee di debolezza » per tal modo spiega il raggruppamento di un buon numero di vulcani. Ma ve ne sono molti altri lasciati al di fuori di questo assestamento, e ve ne sono di codesti a sufficienza per supporre che la loro attività non sia intieramente dipendente da qualsiasi causa che noi possiamo osservare sulla superficie. Codeste condizioni di superficie possono veramente modificare l’azione e la distribuzione dei vulcani; ma la causa attuale di essi trovasi al disotto della crosta ed al di là dell’influenza persino dei movimenti di quelle parti che il Prof. Chamberlin ha denominato i segmenti maestri della crosta della Terra. Vulcani e movimenti della crosta. Egli è veramente difficile di trovare una qualche causa apparente per noi nella natura 0 nei movimenti della superficie della Terra, che spieghi soddisfacen¬ temente la distribuzione dei vulcani. Egli è stato sup¬ posto che la Terra andasse diventando meno appiat¬ tita ai poli via via che diminuisse la sua rapidità di rotazione ; e che questo potesse cagionare degli sforzi sulla crosta all’equatore ed ai poli del pianeta, i quali sforzi cagionerebbero l’azione vulcanica. Ma non vi sono fatti evidenti per sostenere questo modo di ve¬ dere; ed il fatto che alcuni vulcani sono situati in linee curve ed alcuni in linee diritte, ed altri in gruppi irregolari, è un’altra ragione per rifiutarsi di riferire la causa primaria di essi ai movimenti della crosta.