Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/180

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158 Lo sviluppo di un pianeta revole : ma vi sono molti vulcani attorno al Mediter¬ raneo, che non è una grande massa di acqua, e che alimenta, come noi potremmo dire, una quantità ben maggiore di vulcani relativamente che non l’Atlantico. Non vi è, questo è vero, vulcano alcuno nell’interno dell’Asia e deH’Africa ; ma ve n’erano una volta. Linee di debolezza nella crosta della Terra. È stato più plausibilmente allegato che tanto gli antichi vulcani quanto quelli recenti sono distribuiti lungo linee antiche di debolezza nella crosta del Pia¬ neta ; o lungo quelle porzioni della crosta che sono state sottoposte a notevoli cambiamenti di posizione. Una grande cresta mondiale si estende dal Capo Horn, la parte la più meridionale del Sud America, all'Alaska nel Nord America ; ed essa è di poi con¬ tinuata lungo la costa orientale dell’Asia. Questa cresta è contrassegnata da cima a fondo con vulcani attivi o con quelli che sono estinti da poco tempo. Vi è poi la linea ondulante di corruga¬ menti di montagne che borda il Mediterraneo e si estende verso Est alle isole della Polinesia. Quella abbraccia pure notevoli tratti vulcanici. La regione vulcanica nelle vicinanze della Giamaica (regione delle Antille) giace dove l’angolo meridionale dell’ammasso continentale dell’America del Nord forma l’angolo set¬ tentrionale dell’ammasso continentale deH’America del Sud; e dove pure le profondità dell’Atlantico del Nord s’approssimano agli abissi del Pacifico — separati solamente dall’Istmo di Panama. Di nuovo i vulcani della regione Giava-Filippine giacciono dove l’Asia proietta una lingua verso l’Au¬ stralia, e la regione separa appunto le profondità del Pacifico da quelle dell’Oceano Indiano. La regione dell’lslanda è un punto tra i segmenti continentali dell’America del Nord e dell’Europa da un