Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/179

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L’azione vulcanica 157 letto in cui è scavata la trincea 0 la cavità, muovesi verso il mare, una nuova giogaia di montagne sotto¬ marine può ivi essere costruita gradatamente. Il Dot¬ tor See considera la giogaia delle isole Aleutine, tra l’America del Nord e l’Asia, come un esempio di questo genere. Se la lava è cacciata verso le terre, la crosta viene rialzata, 0 le montagne sono ancora maggior¬ mente sollevate. Se la lava è iniettata in ambedue i modi sarebbero prodotte delle catene parallele di montagne, ed i mari in definitiva sarebbero svuotati al difuori della trincea tra quelle catene comprese. Le obbiezioni all’ipotesi del Dott. See sono che noi non abbiamo nessuna giustificazione per presumere un’infiltrazione continua all’ingiù alle grandi pro¬ fondità a cui si ritiene che il maggiore numero dei terremoti abbia origine; e noi non sappiamo se l’acqua assorbita e diffusa nelle roccie a grandi profondità avrebbe proprietà esplosive. Egli è necessario, allo scopo di spiegare le esplo¬ sioni, di immaginare qualche altra causa che modi¬ fichi la pressione nelle roccie in cui quest’acqua è trattenuta in assorbimento. Per dirla in breve, citando le parole del Dott. C. G. Knott (1), l’esplosione del vapore è un effetto di cause che hanno una sede più profonda, le quali diminuiscono la pressione in punti deboli. Questo è un premere il grilletto, e la forza esplosiva, che è stata latente, vien posta in libertà. Altre obbiezioni più generali all’idea che i vulcani siano essenzialmente connessi colle esplosioni di vapore sono che i vulcani non sono distribuiti ugualmente 0 proporzionalmente attorno agli oceani come se fossero dipendenti da quelli. Il Pacifico è l’esempio più favo¬ rii « The Physics of Earthquake Phenomena, > di C. G. Knott (Clarendon Press), pag. 271.