Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/241

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Agenti all’opera 217 delle eventualità frequenti nell’Europa; ma ben anche nella Scozia l’intiera foresta di Drumlanrig fu rove¬ sciata dal vento nel 1756; e circa cent’anni prima la rovina di una foresta presso a Lochbroom nel Ross-shire diede origine ad una grande torbiera, donde, meno di mezzo secolo dopo la caduta degli alberi, gli abitanti estraevano della torba. Persino quando il vento tace, l’atmosfera è silenzio¬ samente intenta all’opera ; conservando il calore dei raggi solari ; aiutando alla formazione della rugiada e della pioggia e della brina e della neve ; e per tal modo promuovendo quei varii effetti classificati sotto il nome di azione degli elementi. La subitanea appli¬ cazione di caldo 0 di freddo ad un vetro lo farà scre¬ polare; e le variazioni di calore e di freddo a cui sono sottoposte le roccie di giorno e di notte vanno lentamente producendo consimili effetti. Se dell’umi¬ dità abbondante è presente sulla superficie delle roccie allora essa gelando e disgelando compirà più rapida¬ mente quegli effetti. Gli effetti sono stati denominati i « lavori di cuneo » del ghiaccio. « L’importanza di questo metodo di rot¬ tura della roccia », osserva il Prof. R. D. Salisbury, « raramente è stata apprezzata eccettochè da quelli che hanno lavorato in regioni elevate e secche. Co¬ loro che fanno ascensioni di alte montagne sanno che quasi ciascun alto picco è di roccia frantumata sì da renderne l’ascensione pericolosa ai non iniziati. Delle alte punte dentate, specialmente di roccie cri¬ stalline, sono, per regola, letteralmente suddivise in pezzi. I cumuli di frammenti che giacciono alla base dei pendìi di erte montagne sono spesse volte in gran parte il risultato del processo di cui si discorre. Nelle regioni montuose, dove le condizioni atmosferiche favoriscono dei cambiamenti subitanei di temperatura, degli acuti scoppii del dirompimento di masse roc-