Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/242

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218 Lo sviluppo di un pianeta ciose si odono di frequente. Masse di roccia, del peso di centinaia di libbre, sono per tal modo frequente¬ mente staccate e partono per la loro corsa verso il fondo della valle. Linvingstone ha raccontato che « la tempe¬ ratura delle superfici di roccia nell’Africa raggiunge certe volte i 1370 F. (58° C.) durante il giorno e si raffredda sufficientemente di notte per spaccare dei blocchi di 200 libbre di peso... La rottura delle roccie per cambiamenti di temperatura non è abitualmente il risultato di una sola variazione di temperatura, ma piuttosto di molte successive dilatazioni e contrazioni... 1 picchi aguzzi come aghi che segnano le sommità di serie intiere delle più alte catene di montagne sono moltiplicati in gran numero mediante il processo qui delineato». Persino nelle basse latitudini e nella maggior parte dei climi gli effetti dei cambiamenti della tem¬ peratura si vedono spesso, specialmente nelle regioni di pietra calcare. Pioggia. Ma la principale attività dell’atmosfera sta riposta nell’essere un veicolo per l’acqua. La quantità media di tutta la pioggia che cade sul mondo è valutata in modo vario, come, ad es., in qualche luogo tra qua¬ ranta e sessanta pollici (tra m. 1,00 ed 1,50). Il va¬ lore più basso ad ogni modo non è eccessivo. Una buona quantità di questa pioggia cade ad altitudini elevate, cosicché il lavoro fatto nel ridiscendere al mare è grande. Se le acque che cadono sulla super¬ ficie della terra non avessero da far più giammai ritorno al mare, gli oceani sarebbero prosciugati per l’evapo¬ razione in circa 15.000 anni. Un altro modo di sta¬ bilire il lavoro di evaporazione sta nel far l’estimo della forza necessaria per condensare e per diffondere l’umidità che cade come pioggia 0 come neve. 11 la¬ voro fatto è stato computato come l’equivalente di