Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/243

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Agenti all’opera 219 una forza di 300.cx10.000.cxx) di cavalli, continuamente all’opera. Come la pioggia cade essa prende dall’atmo¬ sfera della polvere, dei semi, delle spore e dei gaz. Ciascuna goccia di pioggia che cade dà un colpo : e l’effetto cumulativo di questi incommensurabili nu¬ meri di colpi, quando sono replicati per lunghi periodi di tempo, non è facilmente misurato. Quando inoltre l’acqua della pioggia contiene dei gaz acidi, l’effetto che essa produce è ingrandito — e sebbene questi effetti appartengano piuttosto al lavoro dell’acqua cor¬ rente che a quello dell’atmosfera, tuttavia l’atmosfera è l’origine indispensabile di quegli effetti. Egli è allorquando la pioggia caduta si è accumu¬ lata in torrenti, laghi, acque sotterranee, od ha fatto ritorno al mare, che incomincia il suo principale lavoro. Da principio è stata un agente molto attivo nel mo¬ dificare l’aspetto del suolo. Noi possiamo presumere che vi furono sempre delle terre, e che a nessun epoca nella storia del pianeta fosse il globo intieramente coperto dai suoi oceani. Nondimeno egli è probabile che la massima parte delle aree di terreno siano state, 0 ad un’epoca oppure ad un’altra, invase dal mare. A questa considerazione può esserne aggiunta un’altra — che molti mari furono una volta terreno asciutto. 11 fondo dell’oceano non è uniformemente ad un li¬ vello ; esso ha le sue montagne, le sue valli, i suoi dossi, altrettanto come le sue pianure ed i suoi alti¬ piani di grigia melma ; ma la sua caratteristica prin¬ cipale quando è paragonata col terreno è la sua pia¬ nezza. Quale sarebbe il carattere di una superficie che emergesse lentamente dal mare, non già per qualche sollevazione vulcanica, ma col vuotar via le acque ? Essa sarebbe una superficie alquanto piatta. Essa sarebbe ricoperta di sedimenti in parte tali e quali possono essere stati corrosi dal terreno ; oppure che, prima depositati dal vento come polvere, siano af-