Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/245

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220 Lo sviluppo di un pianeta fondati sotto le onde ; oppure tal quali consistono di conchiglie polverizzate, e di scheletri di animali marini. Sovra una tal area del fondo del mare innalzato, i venti e le pioggie si porrebbero immediatamente al lavoro. Essi vi incaverebbero delle gole in fondo alle quali scorrerebbero dei rivoletti per diventare poi delle correnti via via che le gole si sprofonderebbero in vallata ; le creste e le colline sorgerebbero da un pro¬ cesso di essicamento della superficie piana ; la corrente crescendo sino a divenir un fiume e portando con sè del fango e della sabbia, formerebbe nuovi pianori ad un livello più basso di quello da cui essa avrebbe avuto origine. Quando nelle età molto remote il fiume fosse divenuto un fiume antico e le forze che innal¬ zarono la regione donde era nato, avessero cessato di operare, l’influenza del fiume può essere adoperata per far di nuovo oscillare all’indietro la scala, a ca¬ gione dei depositi, tratti dalle terre, che quello getta al suo sbocco nel mare. Acque correnti. Si è soliti a citare i sedimenti portati giù dai grandi fiumi, come il Rio delle Amazzoni, il Mississipi, il Nilo, l’irrawaddy, e depositati da essi nei delta dove essi si scaricano nel mare, come esempi del lavoro fatto da fiumi : e le statistiche ne sono certamente impres¬ sionanti. Per esempio, lo scarico del Mississipi è di pressoché venti bilioni di piedi cubici di acqua in un anno, ed esso porta con sè 406.250.000 tonnellate di depositi solidi. Se tutti questi depositi solidi fossero lasciati entro la City di Londra, là entro ogni cosa rimarrebbe sepolta di un qualche duecento piedi al disotto della superficie del sedimento. La croce di S. Paolo non sarebbe già più visibile dopo un depo-