Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/304

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28ci Lo sviluppo di un pianeta inferiori. Joly raffigura in altro modo l’assestamento loro. Quelle pieghe che hanno le loro radici nel punto più lontano al Sud sono quelle più tratte fuori a Nord. Egli si è ricordato del frangersi delle onde sopra una spiaggia in pendio. L'onda ritardata dalla sua base è portata avanti alla sua sommità, e finalmente s’arro¬ tola su di sè e si spande sulla spiaggia. Se essa po¬ tesse essere gelata com’essa si sparge, l’onda ventura dovrebbe spandersi su quella. Così avviene per gli strati, capitombolati l’uno sull’altro per formare le Alpi. Questi fenomeni (i) hanno fatto emettere dai geo¬ logi molte spiegazioni. Alcuni come il De-Marchi hanno tentato di mostrare che la riunione di sedimenti pe¬ santi nei concavi letti degli oceani, darebbe origine ad incurvamenti e spinte all’insù, oppure ali 'ingiù, degli strati, appena che gli strati fossero depositati. Joly in¬ voca i fenomeni di radio-attività per spiegare questo problema, il più imbarazzante tra tutti quelli geologici. Le roccie sedimentarie non avrebbero potuto essere spinte in tal modo da pressioni laterali ammenoché esse non fossero state di una natura che le facesse fluire quando erano compresse; e Joly ingegnosamente dimostra che esse devono esser state di gradi varia¬ bili di viscosità — come spessori diversi di melassa. Oltre a quello egli ha tentato di rintracciare una con¬ nessione tra questa viscosità variabile e le tempera¬ ture, alle quali queste roccie compresse sottogiacenti furono assoggettate; ed immagina uno stato di cose in cui il calore lentamente s’innalza verso lo strato supe¬ riore a tutti, delle roccie piegate e sempre piegantisi, mentre le roccie diventano sempre più e più fluide. (ij Lapworth, pressoché una generazione addietro, aveva ri¬ chiamato l’attenzione su fenomeni consimili su scala minore nelle Montagne della Scozia.