Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/331

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Età e Clima 307 che |a Terra, durante questo periodo di calma, sia andata gradatamente accumulando nel suo corpo quegli sforzi che servirono a distruggere la monotona quie¬ scenza, e per rinnovare in essa un periodo di attività che fu altrettanto in realtà quanto figuratamente, vulcanica. Il periodo di aspettativa può aver durato a lungo; il periodo di cambiamento, quando le forze rivoluzionarie alfine ebbero accumulata intensità suffi¬ ciente da porlo in movimento, può essere stato ugualmente lungo; ed i cambiamenti possono essere stati non subitanei, ma possono essere andati avanti puramente debolmente finché gli sforzi non si furono sfogati, e la Terra fu preparata, come Matthew Arnold disse dell’Oriente in incubazione, a ripiombare in meditazione un'altra volta. Secondariamente, egli è presunto che l’essenza del movimento fosse un restringimento, profondamente situato, della Terra, il quale moto tendeva a turbare l’equilibrio tra oceani e continenti. Questo provocò il corrugamento e innalzamento di montagne; un sol- levamento di continenti, uno sprofondarsi degli oceani; un ritrarsi dai continenti di vasti strati di acque; il prosciugamento di 20 a 30 milioni di miglia quadrate (da 50 a 80 milioni di Km. q.) di mari poco profondi. Questo avrebbe materialmente ristretto ed alterato la circolazione delle acque oceaniche ; e quest’alterazione avrebbe profondamente modificato il clima di quei tempi. È possibile, anzi, ancor di più, sembra persino verosimile, che nella calma era Carbonifera, i mari fossero caldi, e la circolazione oceanica fosse tale che il polo fosse immerso in acqua che contribuiva a man¬ tenervi una temperatura comparativamente mite. La conservazione di questo calore può essere stata soste¬ nuta da un’atmosfera che riteneva calore, pesante e nuvolosa, e contenente una larga quantità di pesante gaz acido carbonico. Quando la circolazione delle