Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/93

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Analogie planetarie 71 di un pianeta. 11 massimo che noi possiamo specula¬ tivamente dedurre dalla sua apparenza si è che, ad uno stadio molto più freddo che quello del Sole, una sfera rotante comincia a differenziare i suoi materiali ed a dispiegare una più tarda periodicità in ciò che noi possiam denominare impurità o maculosità. Questi termini sono proposti per designare l’apparenza dei fenomeni che rassomigliano alle macchie che appaiono di tanto in tanto sulla superficie del Sole. Marte. Le cognizioni intorno a Mercurio ed a Venere (i), dovute all’osservazione, sono persino più scarse di quelle circa Giove o Saturno. Marte solo rimane come (i) Il Prof. Lowell crede che l’atmosfera di Venere è senza nuvole ed egli ha fatto dei diagrammi dei contrassegni che su di essa esistono. Il defunto Mr. R. A. Proctor ha dichiarato che Venere è circondata da un viluppo di nuvole (forse nuvole di neve) e da osservazioni fatte durante il passaggio di essa sul Sole dedusse che essa avesse delle altissime montagne, il Prof. Pickering la considera come ricoperta da un oceano e da nuvole. Di tutti cotesti osservatori il più positivo è Lowell. Egli scrive: « Nel 1903 io ho osservato Venere dal 18 Febbraio al 26 Luglio. Per causa della difficoltà del soggetto e della possibilità di una illusione psichica io posi una cura speciale nel mio scrutare le im¬ pronte presentate dal disco. » Nei di lui diagrammi illustrativi due linee simili a V rivolte di fianco sembrano irradiate attraverso il disco di Venere, e vi è ciò che egli denomina un « collare » attorno il Polo Nord. Egli aggiunge che si possono vedere linee in Mer¬ curio. « Le sue linee, più difficili chei canali di Marte —perchè noi vediamo Mercurio, quando esso trovasi nella sua miglior posi¬ zione, quattro volte più lungi da noi di quanto sia Marte — seb¬ bene rozzamente lineari non sono innaturali in apparenza persino a quella gran distanza, e dimostrano delle irregolarità che tanno supporre dei crepacci. Anche nelle impronte su Venere, non vi è nulla di non naturale. » « Mars as thè Abode of Life », pag. 178, 182, 193 (1908); « The Planet Venus », una conferenza all’Uni¬ versità di Clark, da Percival Lowell, « Popular Science Monthly », Die. 1909, pag. 521-531.