Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/176

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nozze la piccola Viviana Claresi, sua nipote e pupilla.

Ella stessa, d’accordo con la madre di lui, aveva vagheggiato e favorito quel matrimonio che doveva unire due bei nomi e due belle sostanze, e più d’ogni altro si era sentita offesa quando Romeo Valturba, senza una spiegazione, senza una scusa accettabile era partito per un lungo viaggio, all’improvviso, lasciando alla fidanzata una lettera breve in cui la lasciava libera, dichiarando di non sentirsi capace di renderla felice e chiedendole perdono. Il mistero di quella fuga non era stato sciolto nè allora, nè dopo; nessuno di casa Valturba aveva più messo piede in casa Claresi, e voci diverse esprimenti supposizioni e dubbi che si contraddicevano e si distruggevano a vicenda, circolarono per qualche tempo fra amici e conoscenti, senza nulla spiegare e senza convincere nessuno.

Si diceva che Romeo avesse in cuore qualche altra Giulietta e il facile bisticcio, passato di bocca in bocca, era anche giunto a Viviana in una lettera d’amica fin laggiù nel suo collegio francese dov’ella aveva voluto tornare dopo la delusione.

Si diceva pure e con maggiore fondamento che una colpa d’origine nella vita della giovinetta, ossia una madre di condizione equivoca, sposata soltanto per legittimare la figlia e morta poco dopo la sua nascita, fosse venuta