Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/182

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da Romeo Valturba. E come furono in basso presso il rumore assordante delle macchine in moto, si fissarono un lungo momento senza parola, costretti dalla folla a una tale vicinanza ch’ella incontro al suo braccio sentiva battere il cuore del giovine.

Gli uomini gettarono il ponte d’approdo e quando tutti furono passati, anche la contessa Gabriella Claresi vi si diresse con un gesto di saluto.

— A domani, dunque? — la supplicò Romeo Valturba, ed ella gli si volse, abbassò il capo in un cenno di consenso.

Quindi attraversò il ponte ultima e sola sottile e nera, con la bella persona drappeggiata nobilmente nel velo vedovile.