Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/40

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30 l’opinione degli altri

rono maliziosamente tra il fumo, sdraiati in varie pose disinvolte sulle loro poltroncine, quando Montevarchi rispose piuttosto freddamente:

— Io credo che la signora Guerrieri stia benissimo; del resto la sua salute è cosa che riguarda suo marito, non me.

— Via, — insistette l’amico, conciliante — non vorrai, credo, sostenere che proprio suo marito l’abbia mandata a passeggiare sola con te nella tua macchina perchè ti facesse perdere la testa fino a voler saltare i paracarri.

— La testa se mai l’avrei perduta prima d’ora, — osservò Gustavo con semplicità, — ci conosciamo fin da bambini.

— Come Dante e Beatrice, — mormorò qualcuno con benevola ironia.

— E poi sono tanto amico di Ferdinando, che la vostra supposizione è addirittura assurda, — ribattè seccato Montevarchi; — senza contare che la signora Guerrieri è innamoratissima del marito.

— Insomma, — replicò l’altro, — questa signora si è affidata ad ottime mani. Ti dimostri di una discrezione veramente ammirevole, ma anche esasperante. Che voi siate più che intimi è ormai l’opinione di tutti quanti.

— Ma vi assicuro che tutti quanti si sbagliano, — ripetè di malumore Gustavo.