Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/46

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36 l’opinione degli altri

geva in un avvicendarsi insensato di tenerezza e di odio.

E il pensiero che quella donna alla quale non aveva mai baciato la mano gli fosse attribuita da tutti come amante, non abbandonava più il suo spirito e vi suscitava continuamente visioni conturbatrici.

Per buona sorte la breve malattia della signora Guerrieri le impose la necessità di una convalescenza in campagna e fu scelta a tale scopo una villetta sui colli non molto lontana dalla città. Ferdinando tentò ogni mezzo per indurre l’amico ad accompagnarli, ma non vi riuscì e partì in automobile solo con la moglie, senza nemmeno dissimulare il suo cattivo umore.

Parve per due o tre giorni a Gustavo di essersi finalmente liberato da quell’equivoco ed umiliante stato di cose e di coscienza. Rispose gentilmente ai saluti di Isa ed alle impertinenze di suo marito e si dispose a vivere come un individuo indipendente e solo che ha qualche dovere a cui sottostare e molti diritti da far valere. Senonchè il pensiero d’Isa convalescente e di suo marito crucciato sperduti in quella villetta sui colli e forse irritati contro di lui non gli dava tregua sopratutto nelle ore d’isolamento. Ed egli s’accorgeva di non aver mai conosciuto prima d’ora le ore vuote e fredde della solitudine. Quando s’annoiava correva in casa