Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/47

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l’opinione degli altri 37

d’Isa e stava ad ascoltare i suoi discorsi o i suoi silenzi con il tranquillo benessere di chi si sente non completamente inutile al mondo. E gli accadeva ora di capovolgere i propri ragionamenti sulla necessità d’essere liberi e soli, riconoscendo per certi momenti della vita l’utilità indispensabile di qualche legame.

Ma nessun legame femminile più lo attirava dopo che egli aveva tremato guardando le palpebre oscure d’Isabella, ed immagini tormentatrici di lei continuarono a turbare i suoi sonni e le sue veglie con le prime e più terribili ossessioni del desiderio.

Dopo due settimane gli capitò un mattino in casa Ferdinando mentr’egli stava ancora a letto e gli raccontò sbuffando che lassù in campagna si moriva di noia e non si parlava che di lui e della estrema necessità della sua presenza. Egli aveva per proprio conto inventato un congresso a Parigi al quale doveva assolutamente partecipare e veniva a scongiurarlo di rendergli possibile questa vacanza sostituendolo presso Isabella.

Gustavo cedette con una sorprendente facilità alle preghiere dell’amico e partì in automobile il giorno stesso, troppo felice per sottilizzare ancora sulla schiavitù, sulla dignità e sull’onore.

Quando giunse era notte fatta ed Isa leggeva aspettando, sdraiata sul piccolo divano