Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. I, 1929 – BEIC 1845433.djvu/104

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
98 storia d'italia

essendo andato prima per sicurtá sua il cardinale di Valenza a Marino, terra de’ Colonnesi; e benché Ascanio si partisse senza certa risoluzione, perché nel petto d’Alessandro la diffidenza della mente di Carlo e il timore delle sue forze insieme combattevano, nondimeno come Carlo fu partito di Firenze si ritornò di nuovo a’ ragionamenti dell’accordo, per i quali il pontefice mandò a lui i vescovi di Concordia e di Terni e maestro Graziano suo confessore, trattando di comporre insieme le cose sue e quelle del re Alfonso. Ma era diversa la intenzione di Carlo, risoluto di non concordare se non col pontefice solo: però mandò a lui.. monsignore della Tramoglia e... di Gannai presidente del parlamento di..., e vi andorno per la medesima cagione il cardinale Ascanio e Prospero Colonna; i quali non prima arrivati che Alessandro, quale si fusse la causa, mutato proposito, messe subito il duca di Calavria con tutto l’esercito in Roma, e fatti ritenere Ascanio e Prospero gli fece custodire nella Mole d’Adriano detta giá il Castello di Crescenzio, oggi Castello Sant’Angelo, dimandando loro la restituzione d’Ostia: nel quale tumulto furono dalle genti aragonesi fatti prigioni gli oratori franzesi, ma questi il pontefice fece subito liberare, né molti dí poi fece il medesimo d’Ascanio e di Prospero, costringendogli nondimeno a partirsi da Roma subitamente. Mandò dipoi al re, il quale si era fermato a Nepi, Federigo da San Severino cardinale, cominciando a trattare solamente delle cose proprie; e nondimeno con l’animo molto ambiguo: perché ora di fermarsi alla difesa di Roma deliberava, e però permetteva che Ferdinando e i capitani attendessino ne’ luoghi piú deboli a fortificarla; ora parendogli cosa difficile il sostenerla, per essere le vettovaglie marittime da quegli che erano in Ostia interrotte e per il numero infinito di forestieri pieni di varie volontá e per la diversitá delle fazioni tra i romani, inclinava a partirsi di Roma, e però aveva voluto che nel collegio ciascuno de’ cardinali gli promettesse per scrittura di mano propria di seguitarlo; ora, spaventato dalle difficoltá e da’ pericoli imminenti a qualunque di queste deliberazioni, voltava l’animo all’accordo. Nelle quali