Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. I, 1929 – BEIC 1845433.djvu/267

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libro terzo — cap. viii 261

commercio del porto di Livorno, fortificorono la piú parte di quelle castella; delle quali fu, per accidente estraordinario, nobilitato Soiano. Perché, essendovi andato il campo de’ fiorentini con intenzione d’espugnarlo il dí medesimo, e però avendo fatto guastare tutti i passi del fiume della Cascina e messo in sulla riva le genti d’arme in battaglia, acciocché gli inimici non potessino soccorrerlo, mentre che Piero Capponi, commissario de’ fiorentini, procura di fare piantare l’artiglieria, percosso da uno degli archibusi della terra nella testa, perdé la vita subitamente; fine, per la ignobilitá del luogo e per la piccola importanza della cosa, non conveniente alla sua virtú. Donde il campo si levò senza tentare altro; essendo anche in questo tempo stati necessitati i fiorentini a mandare gente in Lunigiana, al soccorso della rocca della Verrucola, molestata da’ marchesi Malaspini con l’aiuto de’ genovesi; donde facilmente gli scacciorono.

Erano state per qualche mese potenti le forze de’ pisani, perché oltre agli uomini della terra e del contado, diventati giá per lungo uso bellicosi, v’avevano i viniziani e il duca di Milano molti cavalli e fanti; benché assai piú numero fussino quegli de’ viniziani. Cominciorono poi a diminuirsi, per non avere i debiti pagamenti, le genti tenutevi dal duca; e però i viniziani vi mandorono di nuovo cento uomini d’arme e sei galee sottili con provisione di frumenti, non perdonando a spesa alcuna necessaria alla sicurtá di quella cittá e opportuna a tirare a sé la benivolenza de’ pisani. I quali si alienavano ogni dí piú con gli animi dalla divozione del duca di Milano, infastiditi e dalla strettezza sua allo spendere e provedergli e dalle sue variazioni; perché ora si dimostrava ardente nelle cose loro ora procedeva freddamente; talmente che, quasi insospettiti della sua volontá, attribuivano a lui che ’l Bentivoglio, secondo la commissione avuta da’ collegati, non fusse cavalcato a’ danni de’ fiorentini; massime che si sapeva essergli mancato da lui in grande parte dei pagamenti, o per avarizia o perché gli fussino grate le molestie ma non la totale oppressione de’ fiorentini. Per le quali operazioni aveva gittato da