Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. II, 1929 – BEIC 1846262.djvu/159

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libro sesto ‐ cap. xiv 153

perbiti per la vittoria non corressino e predassino tutto il paese. E quello che importò piú, entrato per questo caso Pandolfo Petrucci in isperanza che facilmente si potesse interrompere che i fiorentini non dessino quella state il guasto a’ pisani, i quali combattendo con le solite difficoltá erano, benché molto parcamente, aiutati da’ genovesi e da’ lucchesi, perché i sanesi somministravano loro piú consigli che danari o vettovaglie, procurò che Giampaolo Baglioni, del quale i fiorentini per essere stati causa principale del suo ritorno in Perugia confidavano molto, durante la condotta sua recusò di continuare ne’ soldi loro, allegando che essendo a’ medesimi stipendi Marcantonio e Muzio Colonna, e Luca e Iacopo Savello, che tutti insieme aveano maggiore numero di soldati che non avea egli, non vi stava senza pericolo per la diversitá delle fazioni: e perché avessino piú breve spazio di tempo a provedersi ritardò quanto potette prima che totalmente scoprisse il suo pensiero. E perché alla escusazione sua fusse prestata maggiore fede, promesse a’ fiorentini di non pigliare l’armi contro a loro: di che perché fussino meglio sicuri lasciò, come per pegno, a’ soldi loro Malatesta suo figliuolo di molto tenera etá, con quindici uomini d’arme. Egli, per non rimanere del tutto senza condotta, si condusse con settanta uomini d’arme co’ sanesi: i quali perché erano inabili a sopportare tanta spesa, i lucchesi partecipi di questo consiglio soldorno con settanta uomini d’arme Troilo Savello, soldato prima de’ sanesi.


XIV

Timori de’ fiorentini per accordi fra Pandolfo Petrucci Giampaolo Baglione e Bartolomeo d’Alviano. I fiorentini ricorrono al re di Francia, che pone condizioni troppo gravose. Il gran capitano ordina di non offendere i fiorentini. L’Alviano contro i fiorentini. I fiorentini comandati da Ercole Bentivoglio sconfiggono le genti dell’Alviano.

Per la partita improvisa di Giampaolo e per il danno ricevuto al ponte a Cappellese, i fiorentini, rimasti con poca gente, non dettono per quello anno il guasto a’ pisani: anzi