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libro undecimo - cap. v 237

V

Cessione, da parte dei francesi, di Brescia al viceré; cessione di Crema ai veneziani. Accoglienza al vescovo Gurgense a Roma. Trattative fra il vescovo e i veneziani e fra il pontefice e gli ambasciatori del re d’Aragona; la questione di Parma e di Piacenza. Confederazione fra Cesare e il pontefice ed esclusione dei veneziani dalla lega. Solenne ingresso in Milano di Massimiliano Sforza. Nuovi e vani sforzi del pontefice per la pace fra Venezia e Massimiliano Cesare.

Espedite le cose di Firenze e ricevuti i danari promessi, il viceré mosse l’esercito per andare a Brescia; intorno alla quale cittá, avendo mitigata la volontá de’ svizzeri, combatteva l’esercito viniziano, alloggiato alla porta di San Giovanni; e battevano in un tempo la cittá e, con l’artiglierie piantate in sul monte opposito, la fortezza: speravano medesimamente di essere messi dentro, per mezzo di uno trattato, per la porta delle Pile; il quale venuto a luce restò vano. Ma giunto che fu l’esercito spagnuolo al castello di Gairo vicino a Brescia, Obigní, capitano de’ franzesi che vi erano dentro, elesse di darla insieme con la fortezza al viceré, con patto che tutti i soldati che vi erano dentro n’uscissino salvi con le cose loro ma con le bandiere piegate e con l’armi in asta abbassate, e lasciate l’artiglierie; e si crede che Obigní anteponesse il viceré a’ viniziani per comandamento avuto prima dal re che piú tosto la desse agli spagnuoli o a Cesare, non per odio contro a essi ma per suggerire materia di contenzione con Cesare e col re d’Aragona. Il medesimo consiglio aveano, innanzi che gli spagnuoli passassino in Lombardia, seguitato i franzesi che guardavano Lignago; i quali, dispregiate molte offerte de’ viniziani, l’aveano dato al vescovo Gurgense: a cui, nel tempo medesimo che il viceré entrò in Brescia, si arrendé similmente Peschiera. E dimandava Gurgense la possessione di Brescia, ma al viceré piacque di ritenerla, per allora, per la lega in cui nome l’aveva ricevuta. Diverso successo ebbono le cose di Crema, intorno alla quale era Renzo da Ceri con una parte de’ soldati viniziani: perché appropinquandosi