Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. III, 1929 – BEIC 1846967.djvu/343

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libro duodecimo - cap. ix 337


Ma interpose dilazione alla guerra giá imminente la morte, solita a troncare spesso nelle maggiori speranze i consigli vani degli uomini: perché il re di Francia, mentre che dando cupidamente opera alla bellezza eccellente e alla etá della nuova moglie, giovane di diciotto anni, non si ricorda della etá sua e della debilitá della complessione, oppresso da febbre e sopravenendogli accidenti di flusso, partí quasi repentinamente della vita presente; avendo fatto memorabile il primo dí dell’anno mille cinquecento quindici con la sua morte. Re giusto e molto amato da’ popoli suoi, ma che mai, né innanzi al regno né re, ebbe costante e stabile né l’avversa né la prospera fortuna. Conciossiaché, di piccolo duca d’Orliens pervenuto felicissimamente al reame di Francia per la morte di Carlo piú giovane di lui e di due suoi figliuoli, acquistò con grandissima facilitá il ducato di Milano e poi il regno di Napoli, reggendosi per piú anni quasi a suo arbitrio tutta Italia; ricuperò con somma prosperitá Genova ribellata, vinse gloriosissimamente i viniziani, intervenendo a queste due vittorie personalmente. Da altra parte, giovane ancora, fu costretto da Luigi undecimo di pigliare per moglie la figliuola, sterile e quasi mostruosa, non acquistata per questo matrimonio né la benivolenza né il patrocinio del suocero; e dopo la morte sua non ammesso, per la grandezza di madama di Borbone, al governo del nuovo re pupillo, e quasi necessitato a rifuggirsi in Brettagna: preso poi nella giornata di Santo Albino, stette incarcerato due anni. Aggiugni a queste cose l’assedio e la fame di Novara, tante rotte avute nel regno di Napoli, la perdita, dello stato di Milano, di Genova e di tutte le terre tolte a’ viniziani, e la guerra fattagli da inimici potentissimi nel reame di Francia; nel qual tempo vidde lo imperio suo ridotto in gravissimi pericoli. Nondimeno morí in tempo che pareva gli ritornasse la prosperitá della fortuna, avendo difeso il regno suo, fatta la pace e parentado e in grandissima unione col re d’Inghilterra, e in grande speranza di recuperare lo stato di Milano.